
Milano – Natale e povertà: in 5 mila in coda (al freddo) il 25 Dicembre per un sacchetto di cibo. I numeri allarmanti
Anche nel giorno di Natale, a Milano, la povertà si è mostrata in modo evidente e drammatico. Davanti alle sedi dell’associazione Pane Quotidiano, centinaia di persone hanno affrontato il freddo e attese interminabili pur di ricevere un semplice sacchetto di generi alimentari. In viale Toscana, la fila ha raggiunto una lunghezza di circa 350 metri, occupando due isolati, con tempi di attesa che in molti casi hanno superato le due ore. Complessivamente, tra questa sede e quella di viale Monza, in una sola giornata sono state aiutate circa cinquemila persone.
In coda non c’erano solo adulti, ma anche famiglie con bambini. Proprio ai più piccoli è stato dedicato un gesto speciale: un regalo natalizio, che per molti di loro rappresentava probabilmente l’unico dono ricevuto durante la giornata. Nonostante il clima rigido e la lunga attesa, le persone hanno aspettato con pazienza, consapevoli di non avere alternative per far fronte alle difficoltà economiche.
I volontari confermano che il 25 dicembre è da sempre una giornata con un’affluenza elevata, ma quest’anno la situazione è apparsa ancora più grave. Il numero di persone in cerca di aiuto è cresciuto sensibilmente rispetto al passato. A colpire è anche il profilo di chi si mette in fila: non solo stranieri, ma molti italiani, pensionati e lavoratori che un tempo riuscivano a mantenersi senza problemi.
Luigi Rossi, presidente di Pane Quotidiano, sottolinea il paradosso di Milano: una metropoli moderna, europea, simbolo di ricchezza e sviluppo, ma allo stesso tempo la città dove il potere d’acquisto è diminuito più che altrove. Secondo Rossi, il divario tra chi sta bene e chi fatica ad arrivare a fine mese continua ad allargarsi, lasciando sempre meno spazio a una “classe media”.
L’associazione Pane Quotidiano, aperta anche il giorno di Natale, opera seguendo un principio fondamentale di accoglienza e rispetto: nessuna domanda sull’identità o sulla situazione personale di chi chiede aiuto. Grazie al contributo di oltre 200 aziende che donano cibo e al lavoro di circa 150 volontari, nel corso del 2024 sono transitate dalle sue sedi oltre un milione e 350 mila persone. Un numero che, secondo le stime, è destinato ad aumentare fino a raggiungere un milione e mezzo entro la fine dell’anno.