
Milano – Cortina, la rabbia dei medagliati: “Hanno preferito l’Uomo Gatto come Tedoforo. Nessun rispetto per noi!”
La scelta dei tedofori per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ha scatenato una forte polemica tra molti ex campioni azzurri. Tra questi c’è Silvio Fauner, storico fondista italiano e oro olimpico a Lillehammer 1994, che si è fatto portavoce del malcontento di numerosi atleti del passato. La protesta riguarda l’esclusione di grandi nomi dello sport in favore di personaggi dello spettacolo, influencer e volti televisivi.
Secondo Fauner, la decisione rappresenta una mancanza di rispetto verso chi ha fatto la storia delle Olimpiadi italiane. “Non c’è rispetto per noi campioni, la considero un’offesa incredibile o come dice la mia compagna Monica, ‘una vergogna’”. L’ex atleta racconta di aver parlato con altri protagonisti dello sci nordico e alpino, sottolineando come il dissenso sia condiviso: “Parlo a nome di 10 atleti e 35 medaglie”.
Il viaggio della fiamma olimpica, iniziato a dicembre 2025, avrebbe dovuto celebrare i valori sportivi, ma secondo molti ex atleti ha invece privilegiato notorietà e conoscenze personali. Fauner afferma di aver appreso che un responsabile avrebbe commentato: “Io non conosco queste persone”, riferendosi agli ex campioni. A far discutere è soprattutto la presenza di personaggi televisivi come l’Uomo Gatto di Sarabanda, citato come simbolo di una scelta distante dallo spirito olimpico. “Hanno preferito gente dello spettacolo come l’Uomo Gatto, cantanti che non incarnano certo le discipline olimpiche”.
Il fondista racconta anche episodi che alimentano il sospetto di favoritismi: “Faccio il tedoforo perché papà conosce certi sponsor“. Alla protesta hanno aderito, tra gli altri, Albarello, Vanzetta, De Zolt, Di Centa, Zorzi, Piller Cottrer e Paruzzi.
Fondazione Milano-Cortina e Coni si rimpallano le responsabilità. La Fondazione spiega però che Fauner è escluso perché ricopre un incarico politico, essendo vicesindaco di Sappada, condizione incompatibile con il regolamento. Una giustificazione che non placa la rabbia degli ex atleti, già delusi anche per la difficoltà a ottenere biglietti per le gare. Fauner conclude amaramente ricordando i riconoscimenti ricevuti in passato e chiedendosi perché vengano celebrati solo a parole e non coinvolti nell’Olimpiade di casa.
Fr