
Garlasco, la nuova perizia: Prima di essere uccisa Chiara Poggi trovò immagini pornografiche nel pc di Stasi. Parlano i legali della famiglia Poggi
Nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, i legali della famiglia della vittima hanno diffuso una nuova nota che riporta al centro dell’attenzione il contenuto del computer di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Secondo quanto affermano gli avvocati Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna, un recente approfondimento informatico, da loro richiesto, avrebbe chiarito che la sera precedente al delitto Chiara accedette a una specifica cartella del pc di Stasi.
In quella directory, spiegano, erano archiviati numerosi file pornografici, suddivisi per tipologia, già analizzati nel corso delle indagini passate e comprendenti anche materiale pedopornografico.
La precisazione arriva in risposta alle ricostruzioni circolate negli ultimi giorni, secondo cui la giovane avrebbe utilizzato il computer del fidanzato per lavorare alla sua tesi di laurea. I legali della famiglia Poggi smentiscono questa versione e sottolineano come il nuovo dato tecnico sia stato messo a disposizione della Procura di Pavia, che potrà valutarne la verifica formale attraverso un incidente probatorio, qualora lo ritenesse necessario. Una procedura analoga, ricordano, era già stata adottata per altri elementi rinvenuti sulla scena del crimine.
“La sera prima di essere uccisa, Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati, per genere, i numerosi file pornografici già esaminati all’epoca” – si legge nella nota-
“Qualora la Procura di Pavia lo riterrà opportuno, questo dato – aggiungono gli avvocati – potrà essere verificato anche in contraddittorio mediante apposito incidente probatorio come già successo per l’Estathè rinvenuto sulla scena del delitto e risultato a sua volta riferibile ad Alberto Stasi. Da parte nostra continueremo ad approfondire celermente ogni ulteriore elemento utile a una ricostruzione ancor più dettagliata dei fatti, nell’interesse della verità e della giustizia”.
“Secondo quanto evidenziato da più parti l’apertura di una nuova indagine a carico di Andrea Sempio sarebbe da ritenere funzionale a una richiesta di revisione della condanna irrevocabile pronunciata a carico di Alberto Stasi. Come abbiamo più volte denunciato si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nel processo a seguito della prima sentenza della Cassazione”, si legge ancora nel comunicato. “Per questo motivo abbiamo ritenuto di fare chiarezza anche sulle false notizie diffuse in questi mesi sollecitando un ulteriore approfondimento informatico, dal quale è emerso che la sera prima di essere uccisa, Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati per genere i numerosi file pornografici”.
Fr