
A Milano arrivano dal Qatar nuovi mezzi blindati e 100 Agenti di sicurezza per le Olimpiadi. Il piano
A Milano sono arrivati nuovi mezzi blindati e agenti provenienti dal Qatar: nessuna emergenza, ma l’avvio concreto della collaborazione internazionale per la sicurezza delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Nel pomeriggio del 25 gennaio almeno nove veicoli corazzati con la scritta “State of Qatar Lekhwiya”, scortati dalle forze dell’ordine italiane, hanno attraversato diverse zone simbolo della città, attirando l’attenzione e la curiosità di cittadini e automobilisti.
Il convoglio ha percorso Corso Sempione, è passato dall’Arco della Pace, ha lambito il Duomo e il Castello Sforzesco, fino ad arrivare nei pressi dello stadio di San Siro, che il 6 febbraio ospiterà la cerimonia inaugurale dei Giochi. Una presenza insolita, ma del tutto prevista: rappresenta infatti l’inizio delle attività di ronda e osservazione delle forze di sicurezza qatarine, inserite nel piano di rafforzamento dell’ordine pubblico in vista dell’evento olimpico.
Alla base di questa operazione c’è un accordo siglato lo scorso settembre tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il suo omologo del Qatar, lo sceicco Khalifa bin Hamad Al Thani. L’intesa prevede l’invio in Italia di personale specializzato come contributo alla gestione della sicurezza, sulla scia della collaborazione già sperimentata con successo durante i Mondiali di calcio di Doha nel 2022.
In totale sono 104 gli agenti arrivati dal Qatar mercoledì 21 gennaio. Il loro ruolo non sarà operativo in senso stretto, ma di affiancamento e osservazione: lavoreranno fianco a fianco con i colleghi milanesi, sia sul territorio sia all’interno della centrale interforze di via Drago. Durante il periodo olimpico pattuglieranno la città in divisa e con i propri mezzi, includendo unità specializzate come artificieri, cinofili ed esperti di antiterrorismo.
Come sottolineato nel comunicato congiunto diffuso dai due Paesi, l’accordo rafforza la cooperazione tra le forze di polizia italiane e qatarine e testimonia un impegno condiviso non solo nella sicurezza dei grandi eventi, ma anche nella gestione di temi più ampi, come i flussi migratori. Un partenariato definito solido e duraturo, che trova nelle Olimpiadi un banco di prova di grande visibilità.