
Milano – Lo strano caso del vino Lombardo: giù il mercato, si punta a venderlo in Vietnam, Thailandia e Sudamerica
Il settore vitivinicolo italiano sta attraversando una fase caratterizzata da luci e ombre. Nonostante il vino continui a rappresentare una delle eccellenze del Made in Italy, con un valore complessivo superiore ai 44 miliardi di euro, nel 2025 le esportazioni hanno mostrato segnali di rallentamento. L’export ha raggiunto i 7,8 miliardi di euro, ma ha registrato una flessione di quasi quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente. Di fronte a questo scenario, gli operatori del comparto stanno valutando nuove strategie per sostenere la crescita e rafforzare la presenza sui mercati internazionali.
Le possibili soluzioni sono emerse durante la presentazione del Piano strategico per il vino italiano, tenutasi a Milano. Tra le priorità individuate figurano l’apertura verso nuovi mercati esteri, il rinnovamento della cultura imprenditoriale delle aziende del settore e un maggiore sviluppo dell’enoturismo, considerato uno strumento fondamentale per valorizzare i territori e promuovere le produzioni locali.
Anche la Lombardia, una delle regioni più importanti per la produzione vinicola italiana grazie a zone rinomate come l’Oltrepò Pavese, la Franciacorta e il Lugana del Garda, potrebbe beneficiare di una strategia più incisiva sul fronte della promozione. L’obiettivo è aumentare la notorietà dei vini lombardi sia in Italia sia all’estero, facendo leva sulla qualità e sull’identità dei prodotti.
Secondo gli esperti, il mercato del vino sta cambiando rapidamente. Alcune tipologie incontrano maggiori difficoltà, mentre altre continuano a mantenere buoni livelli di vendita e mostrano capacità di adattamento alle nuove esigenze dei consumatori. In Italia, ad esempio, cresce l’interesse per gli spumanti, mentre diminuisce il consumo dei vini rossi fermi. In questo contesto diventa essenziale investire nella conoscenza del prodotto e nella sua reputazione, elementi che possono favorire una maggiore competitività soprattutto sui mercati internazionali.
Un ruolo sempre più importante potrebbe essere svolto dall’enoturismo, un comparto che genera già oltre 3 miliardi di euro e che offre la possibilità di unire esperienza turistica, cultura e promozione del territorio. Attraverso visite in cantina, degustazioni ed eventi dedicati, i produttori possono creare un legame diretto con i consumatori e rafforzare l’immagine dei propri marchi.
Per quanto riguarda l’espansione commerciale, l’attenzione si concentra su nuove aree del mondo. Tra i mercati considerati più promettenti figurano Thailandia e Vietnam, che stanno registrando tassi di crescita significativi. Opportunità interessanti arrivano anche dall’Europa orientale, dove il vino italiano gode già di una buona reputazione, e dal Sudamerica, con Paesi come Brasile e Messico che mostrano un crescente interesse verso le produzioni italiane. L’apertura verso queste destinazioni potrebbe rappresentare una leva decisiva per rilanciare il settore e compensare il rallentamento registrato nei mercati tradizionali.