
Milano – Sequestra due donne in auto e le minaccia con la pistola. Un’ora da incubo, vittime sotto choc: cosa è successo
Una serata tra amiche si è trasformata in un incubo durato oltre un’ora. Dopo aver cenato in un ristorante di Bresso, due donne, di 44 e 52 anni, stavano rientrando a Milano quando un uomo è salito improvvisamente sul sedile posteriore della loro auto. Armato di una pistola, della cui autenticità non vi è ancora certezza, le ha minacciate e colpite con alcuni schiaffi, intimando loro di non voltarsi e sostenendo di conoscere le loro identità e i loro indirizzi.
L’aggressore ha ordinato alla conducente di dirigersi verso Milano e ha costretto la passeggera a lanciare il cellulare dal finestrino per impedirle di chiedere aiuto. Durante il tragitto ha obbligato più volte le due vittime a fermarsi presso diversi sportelli bancomat con l’obiettivo di prelevare denaro. Ma tutti i tentativi sono falliti, probabilmente a causa del malfunzionamento o dell’inattività degli sportelli.
Il sequestro si è concluso in piazza Napoli, dove, dopo l’ennesimo prelievo non riuscito, la passeggera è riuscita a sottrarsi al controllo del sequestratore e a rifugiarsi in una gelateria, chiedendo aiuto ai presenti. L’uomo ha tentato di raggiungerla, ma ha rinunciato per non attirare l’attenzione. Ha quindi cercato di risalire nell’auto con l’altra donna, senza riuscirci perché la conducente aveva attivato la chiusura centralizzata. A quel punto è fuggito a piedi.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale sanitario, che ha accompagnato le due donne, in forte stato di choc, all’ospedale San Carlo. Dopo gli accertamenti medici sono state dimesse con una prognosi di tre giorni. Le indagini, coordinate dalla Compagnia Carabinieri di Magenta, riguardano i reati di sequestro di persona e rapina aggravata. Gli investigatori stanno analizzando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza della zona, che potrebbero aver immortalato il volto e altri elementi utili per identificare il responsabile, tuttora ricercato.