
Milano – Venduto per 50 milioni lo storico palazzo di via Cappuccini: chi sono i misteriosi venditori? Ecco il futuro dell’edificio
Uno storico edificio di pregio situato in via Cappuccini , nel cuore di Milano, a pochi passi da corso Venezia e da Villa Invernizzi, è stato ceduto per circa 50 milioni di euro a Bizzi & Partners, società specializzata nello sviluppo immobiliare internazionale. L’operazione è tra le più importanti concluse nell’ultimo anno nel mercato residenziale milanese e riguarda un palazzo di circa 3.200 metri quadrati costruito nel 1911, acquistato a un valore superiore ai 15 mila euro al metro quadrato.
L’immobile apparteneva alla società semplice “Immobiliare Cappuccini Sei”, controllata da nove componenti delle famiglie Castelli Villa e Villotta, eredi di una storica dinastia imprenditoriale milanese. La costruzione del palazzo fu voluta agli inizi del Novecento dal bisnonno della famiglia, attivo nel settore siderurgico con la Fratelli Villa, attività poi convertita negli anni Sessanta verso il comparto immobiliare. Alcuni dei proprietari oggi risiedono all’estero, tra New York e Nairobi, e mantengono un profilo particolarmente riservato.
“Il prezzo pagato è di oltre 15 mila euro al metro quadro – scrive Il Corriere della Sera – ” per un immobile costruito nel 1911 e in cui avevano l’abitazione di residenza alcuni ex proprietari e locali in affitto noti studi legali e la Aem Distribuzione Energia. Gli ex proprietari, nove membri delle famiglie Castelli Villa e Villotti, avevano intestato il palazzo alla società semplice «Immobiliare Cappuccini Sei». Sui venditori si sa molto poco, alcuni tra l’altro vivono all’estero tra New York e Nairobi. Ma si tratta di famiglie con radici milanesi da secoli: la costruzione del palazzo è stata voluta dal bisnonno Castelli Villa, imprenditore siderurgico con la società Fratelli Villa, poi trasformata a partire dagli anni Sessanta in immobiliare. Secondo alcune fonti, una componente della famiglia (tre fratelli Castelli Villa) sarebbe discendente diretta, per parte di madre (Laurence Engel), di una delle più antiche famiglie ginevrine della borghesia protestante, con una lunga tradizione accademica, industriale e filantropica.
L’investitore sconosciuto Bizzi & Partners ha utilizzato per la transazione una società veicolo di cartolarizzazione immobiliare, Banca Finint ha strutturato e gestito la cartolarizzazione, il mutuo ipotecario è stato erogato da Bpm mentre i titoli emessi dal veicolo sono stati sottoscritti da Bizzi & Partners e da un investitore estero di cui non si conosce l’identità. Sfratti e destinazione Tutti gli appartamenti di via Cappuccini devono essere liberati: una clausola obbliga i venditori a pagare 750 euro al giorno se anche un solo locale non è stato rilasciato. Che cosa ne fa ora Bizzi? Gli «sfratti» lasciano ipotizzare un futuro unitario dell’edificio che, per esempio, potrebbe trasformarsi in hotel o residence di lusso. Dovrebbe essere proprio questa, per esempio, la destinazione di Palazzo Taverna di via Bigli (tra via Montenapoleone e via Manzoni), «prezioso manufatto architettonico – si legge nei documenti della transazione – e vero e proprio luogo della memoria risorgimentale», che il gruppo immobiliare-turistico brasiliano Jhsf di Josè Auriemo Neto aveva comprato a fine 2025 dalla marchesa Manzone Medici del Vascello versando un assegno di importo simile (53 milioni, pari a circa 22mila euro al metro quadrato) a quello di Bizzi per via Cappuccini. Il caso Tavolara Bay: frenata del mega progetto extra lusso a Cala Finanza in Sardegna. Il governo revoca l’autorizzazione Zes di Mario Gerevini Gli atti L’alleanza Bizzi-Neto Da notare che Bizzi e Neto sono alleati, cioè entrambi soci (l’imprenditore italiano con una piccola quota) in Tavolara Bay, il discusso progetto di sviluppo immobiliare e turistico di lusso nel comune di Loiri Porto San Paolo (Olbia) di fronte all’isola di Tavolara. Potrebbe dunque essere Neto l’investitore estero partner dell’operazione di via Cappuccini? Improbabile secondo fonti del settore perché il brasiliano con Palazzo Taverna avrebbe già raggiunto il suo obiettivo di investimento milanese. Bizzi del resto può contare su numerosi clienti e partnership internazionali oltre ad avere capacità autonoma di investimento e sviluppo. E lo schema finanziario di quest’ ultima transazione rispecchia una simile operazione (Bizzi-Finint-Bpm-investitore estero) chiusa a primavera su un edificio residenziale anni Cinquanta sempre a Milano (via San Senatore 10). L’intermediazione da 600mila euro Per ora, dunque, ci sono da registrare i numeri di questa compravendita nella quale, tra l’altro, l’intermediario Dils ha portato a casa 300mila euro dal venditore e altrettanti dall’acquirente: 600mila euro di commissioni, come una villa con piscina (lontano da Milano)”.