
Il colosso tedesco Varta ha dichiarato il fallimento – La crisi dopo l’addio di Apple
Lo storico produttore tedesco di batterie Varta ha avviato una nuova procedura di insolvenza presentando quattro istanze al tribunale di Stoccarda. La decisione arriva dopo un progressivo peggioramento della situazione finanziaria, aggravata dall’elevato indebitamento e dalla perdita del principale cliente, Apple, che ha scelto di affidare la produzione delle microbatterie destinate agli AirPods ad aziende asiatiche. Per Varta si tratta di un colpo particolarmente pesante, poiché continuerà a fornire le batterie CoinPower solo fino a novembre, prima dell’interruzione definitiva della collaborazione.
A rendere inevitabile il ricorso all’insolvenza è stata anche la richiesta di rimborso dei prestiti avanzata dai principali creditori, tra cui Deutsche Bank e alcuni fondi d’investimento. Le trattative per ottenere nuovi finanziamenti non hanno avuto esito positivo: né gli istituti finanziari né gli azionisti, tra cui Porsche AG e l’investitore austriaco Michael Tojner, hanno accettato di immettere nuove risorse economiche per sostenere il gruppo.
Le conseguenze si rifletteranno anche sull’occupazione.
Lo stabilimento di Nördlingen, in Baviera, dove lavorano circa 350 persone e vengono prodotte le batterie per Apple, dovrebbe chiudere nel mese di ottobre. Complessivamente l’azienda impiega oltre 3.000 dipendenti in Germania e più di 4.000 nel mondo, con la sede principale a Ellwangen.
Secondo le indiscrezioni, il futuro di Varta potrebbe passare attraverso lo smembramento delle sue attività. I principali creditori sarebbero interessati alla divisione delle batterie domestiche, considerata la più redditizia, mentre Michael Tojner avrebbe manifestato interesse per il settore delle microbatterie.
La nuova crisi arriva a distanza di poco più di un anno dal piano di ristrutturazione avviato nel 2024, che aveva consentito all’azienda di evitare il fallimento grazie al sacrificio di azionisti e creditori. All’inizio del 2026 Varta aveva annunciato di aver completato il risanamento, ma i conti continuavano a mostrare difficoltà, con un fatturato di circa 793 milioni di euro e una perdita di 64,5 milioni. Il caso rappresenta uno dei segnali più evidenti delle difficoltà che stanno attraversando numerose imprese del settore manifatturiero tedesco.