
“Anche nella Rai c’è un po’ di massoneria e un po’ di mafia”. E’ polemica sulle intercettazioni di Ranucci. Attacco di Fdi: ‘Parole gravissime’.
Nuove polemiche investono Sigfrido Ranucci dopo la pubblicazione, da parte del quotidiano La Verità, di questa intercettazione: “Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria. E’ da dentro che si fanno le battaglie”. Le frasi hanno riacceso il dibattito politico, alimentando le discussioni già in corso sull’inchiesta relativa all’attentato subito dal conduttore e sul futuro di Report.
I componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione di Vigilanza Rai hanno definito le dichiarazioni estremamente gravi, sostenendo: “un dirigente del servizio pubblico non possa lanciare accuse di questo tipo senza fornire elementi concreti”. Per questo chiedono che Ranucci indichi eventuali responsabilità specifiche oppure che l’azienda intervenga per difendere la propria immagine.
Sulla stessa linea anche i rappresentanti di Forza Italia, secondo cui il giornalista ricorrerebbe a un metodo basato su allusioni generiche. A loro giudizio, se esistono fatti documentati devono essere resi pubblici; in caso contrario, simili affermazioni rischiano di gettare discredito sull’intera azienda. Anche il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio ha invitato la Rai ad adottare iniziative per tutelare il prestigio dell’ente e il lavoro dei suoi dipendenti.
Critiche sono arrivate anche dal sindacato Unirai Figec, che ha sottolineato come, in assenza di prove, simili parole risultino offensive nei confronti delle migliaia di professionisti che operano quotidianamente nel servizio pubblico, chiedendo l’eventuale intervento degli organi competenti.
Prima dell’esplosione della nuova vicenda era intervenuto anche l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi: “Abbiamo attivato il comitato etico” per verificare gli aspetti emersi negli ultimi giorni. Rossi ha inoltre ribadito che “Report è un format della Rai di proprietà della Rai non è di proprietà di nessun altro”, confermando che il programma continuerà a essere trasmesso indipendentemente dal suo conduttore, in quanto considerato un patrimonio editoriale del servizio pubblico.