
Per le banche italiane è un anno d’oro – Hanno guadagnato 80 milioni al giorno nel primo semestre. I dati
Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente positivo per le principali banche italiane. Nei primi sei mesi dell’anno, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Bpm, Mps e Bper hanno messo insieme più di 15 miliardi di euro di utile netto, equivalenti a oltre 83 milioni di euro al giorno. Secondo l’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl, si tratta del miglior risultato semestrale mai registrato dai cinque maggiori gruppi bancari del Paese.
A sostenere i profitti non sono stati tanto gli interessi sui finanziamenti, rimasti quasi invariati, quanto soprattutto le commissioni e il settore assicurativo. Le commissioni nette sono aumentate del 6,3%, mentre i ricavi legati alle attività assicurative hanno registrato una crescita del 24,2%. Complessivamente, servizi e assicurazioni rappresentano ormai il 39% dei ricavi delle banche, confermando un modello di business sempre più orientato verso il risparmio gestito e la gestione dei patrimoni.
Anche sul fronte dell’efficienza i dati sono favorevoli.
I costi operativi sono scesi dell’1,1% e il rapporto tra costi e ricavi è passato dal 39,6% al 37,2%, un valore nettamente migliore rispetto alla media dei principali gruppi bancari europei. Il rendimento del capitale, inoltre, ha raggiunto il 15,1%, contro il 10,02% della media europea.
La crescita della produttività, però, si accompagna a una riduzione della presenza sul territorio. In un anno i cinque gruppi hanno tagliato 5.621 posti di lavoro e chiuso 333 filiali. Parallelamente, il credito è tornato a crescere, con finanziamenti in aumento del 6,3%, mentre la raccolta diretta è salita del 3,6%.
Di fronte a risultati così importanti, First Cisl chiede ora di rinnovare il contratto nazionale del settore. Secondo il sindacato, una parte della ricchezza generata deve essere redistribuita ai lavoratori, anche per affrontare le trasformazioni legate alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale.