
Garlasco, parla Sempio: “La condanna di Stasi non è un errore: è giusta. La paura del carcere c’è”. Cosa ha detto
Andrea Sempio è tornato a parlare del caso Garlasco durante un’intervista trasmessa da Porta a Porta su Rai Uno. L’ amico di Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, uccisa nel 2007, è nuovamente coinvolto nell’inchiesta dopo essere stato indicato dalla difesa di Alberto Stasi in relazione a presunte tracce di Dna rinvenute sotto le unghie della vittima. La sua posizione era stata archiviata nel 2017, ma successivamente è tornato tra gli indagati nell’ambito dei nuovi accertamenti della Procura di Pavia.
Sempio sostiene di poter chiarire gli elementi contestati e spera di evitare un processo vero e proprio: “Penso sia tutto spiegabile, spero di risolvere tutto in udienza preliminare, di non affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi”. Ammette però di essere preoccupato per le possibili conseguenze giudiziarie: “Il pensiero che si possa arrivare al carcere c’è, ma francamente cerco di non pensare a questa eventualità”.
Tra gli elementi al centro delle nuove indagini c’è la cosiddetta “impronta 33”, che secondo Sempio non sarebbe riconducibile a lui né, a suo avviso, ad altri soggetti in modo certo. Anche sull’impronta di una scarpa numero 42 trovata sulla scena del delitto, ribadisce la propria estraneità: “Io ho sempre indossato il 44. Il 42 proprio non mi sta”. La situazione, comunque, gli provoca paura: “Ho paura, chi non l’avrebbe in questa situazione?”.
A pesare ulteriormente sulla sua vita è l’attenzione dei mezzi di informazione. Sempio racconta di essere continuamente seguito dai giornalisti e di trascorrere gran parte del tempo in casa, con gli avvocati o con i consulenti. Teme inoltre le conseguenze future dell’inchiesta: “Quando sarà tutto finito sarà difficile ricostruirsi una vita. So che la macchia di assassino non te la levi. Purtroppo”.
Sempio difende invece la sentenza nei confronti di Alberto Stasi: “La condanna di Stasi è stata un errore? No secondo me no, è giusta”. Infine ha parlato anche dell’indagine per corruzione che coinvolge suo padre, spiegando che l’ha vissuta con meno pressione rispetto alla propria vicenda giudiziaria. Con la possibile apertura di nuovi sviluppi, ammette di non gradire l’ipotesi di essere nuovamente coinvolto: “l’idea di essere coinvolto in una nuova indagine non mi fa piacere, è una cosa che non mi non mi augurerei”.