
Accordo storico Europa-India, Confindustria: “Segnale importante. Seguiremo l’evoluzione perché tutte le garanzie siano rispettate”
Dopo quasi vent’anni di negoziati, Unione Europea e India hanno raggiunto un accordo commerciale di grande rilievo, considerato storico per portata e tempistiche. L’intesa arriva in una fase complessa dello scenario globale e rappresenta un segnale importante per l’Europa, chiamata a rafforzare il proprio ruolo economico internazionale. L’accordo consentirà alle imprese europee di accedere a un mercato enorme, vicino ai due miliardi di consumatori, e prevede la riduzione dei dazi su oltre il 96% delle esportazioni UE verso l’India, con un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro all’anno.
Secondo Confindustria l’apertura dei mercati deve essere accompagnata da regole chiare, reciprocità e adeguate tutele per i comparti più vulnerabili:
“Dopo quasi vent’anni di trattative, l’Unione Europea e l’India hanno chiuso un negoziato commerciale storico. Una buona notizia, in un momento in cui il quadro internazionale impone all’Europa di muoversi – dichiara il presidente Emanuele Orsini, che aggiunge:
“L’intesa apre alle imprese europee l’accesso a un mercato di quasi due miliardi di consumatori e prevede l’abbattimento dei dazi su oltre il 96% delle esportazioni UE verso l’India con un risparmio di ben €4 miliardi annui.
Ma l’accesso da solo non basta: come per tutti gli accordi commerciali europei, ci attendiamo piena reciprocità e adeguate tutele per i settori più esposti. Come per il Mercosur gli accordi di libero scambio vanno valutati nel loro complesso. Apertura e protezione possono convivere, a patto che siano accompagnate da standard normativi elevati e da efficaci clausole di salvaguardia per evitare ogni forma di concorrenza sleale. È essenziale che l’Europa prosegua su questa strada, con una politica commerciale ambiziosa che porterà benefici concreti sulla competitività delle nostre imprese e sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento. Come Confindustria continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione dell’intesa anche in questa fase conclusiva, affinché tutte le garanzie previste siano pienamente rispettate.
Perché crediamo in un commercio internazionale aperto, equo e basato su regole chiare”.