
Da Torino a piazza della Scala a Milano – Parla il CEO di Reply, multinazionale che fattura 2,5 miliardi di euro. La storia di un’eccellenza italiana
atiana Rizzante, 56 anni, guida dal 2006 Reply, multinazionale italiana dell’alta tecnologia fondata a Torino nel 1996 dal padre Mario. L’azienda, attiva nella consulenza informatica e nella trasformazione digitale, conta circa 17 mila dipendenti, metà dei quali in Italia, e ha raggiunto un fatturato di 2,5 miliardi di euro. È presente in Europa, Stati Uniti e Brasile e opera attraverso una rete di circa 200 società specializzate.
Nell’ultima intervista, rilasciata al Corriere della Sera, Rizzante racconta il rapporto tra Reply e Milano, dove l’azienda ha inaugurato una nuova sede di 3 mila metri quadrati in piazza della Scala. «A Torino siamo nati nel 1996 ma a Milano siamo arrivati subito dopo e, in brevissimo, è diventata il primo polo per numero di addetti». La scelta della nuova sede nasce dalla necessità di creare luoghi destinati all’incontro e alla collaborazione, particolarmente importanti nell’epoca del lavoro ibrido. «Noi operiamo in modalità mista, presenza e remoto» e oggi servono soprattutto spazi per lo scambio e il lavoro condiviso con clienti e professionisti.
Rizzante spiega anche l’attività di Reply nel campo dell’intelligenza artificiale: «Non produciamo hardware o componenti elettronici. Quello che fino a ieri era software oggi è sempre più AI integrata negli oggetti, nei processi e nelle piattaforme aziendali». Tra i rischi legati all’AI indica soprattutto la possibile perdita di competenze e sottolinea l’importanza della formazione, della tutela dei dati e dei processi creativi.
Sul tema dei data center invita alla prudenza: «Costruire un data center è una cosa, riempirlo un’altra. Direi che serve equilibrio». Secondo Rizzante, l’Italia deve sviluppare infrastrutture per evitare di dipendere dall’estero, ma calibrando gli investimenti sull’evoluzione molto rapida della tecnologia.
Parlando delle startup italiane, il Ceo di Reply individua nella frammentazione del mercato e dei capitali uno dei principali ostacoli alla crescita internazionale.
Rizzante ha parlato anche del proprio percorso personale. Da ragazza voleva diventare pittrice, ma il padre la spinse verso l’ingegneria. «Poi mio padre ha sentenziato: sì, ma devi lavorare. E allora eccomi studentessa di ingegneria. I primi due anni ho sofferto tantissimo. Poi ho scoperto l’informatica e mi si è aperto un mondo: non ci sono i pennelli, ma è creatività pura».
La foto dal sito di Reply