
Effetto Iran, Borse in caduta libera, Milano in picchiata. Il petrolio schizza oltre i 100 dollari – Le ultime
Le tensioni legate alla guerra in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno provocato forti scosse nei mercati finanziari mondiali. Nella notte il prezzo del petrolio è salito rapidamente oltre i 130 dollari al barile, arrivando a sfiorare i 137 dollari prima di ridimensionarsi ma restando comunque sopra quota 100.
Di fronte alla situazione, i Paesi del G7 stanno valutando un intervento straordinario per contenere l’aumento dei prezzi. In una riunione prevista in giornata, i governi discuteranno il rilascio coordinato di parte delle riserve strategiche di greggio insieme alla International Energy Agency. Secondo alcune anticipazioni, tra cui quelle del Financial Times, gli Stati Uniti e altri Paesi sarebbero favorevoli a immettere sul mercato tra 300 e 400 milioni di barili, pari a circa un quarto delle scorte disponibili. Una decisione di questo tipo è stata presa solo poche volte negli ultimi decenni, ad esempio durante la prima guerra del Golfo o dopo eventi come l’uragano Katrina.
L’impennata del petrolio ha avuto effetti immediati anche sulle Borse. I mercati asiatici hanno registrato pesanti ribassi: l’indice Nikkei 225 di Tokyo ha chiuso con un calo superiore al 5%, mentre l’indice Kospi di Seoul ha perso circa il 6%. Perdite più contenute si sono viste a Hong Kong e Shanghai, ma il clima resta molto teso.
I mercati finanziari ora ritengono che la Banca Centrale Europea dovrà intervenire con due rialzi dei tassi d’interesse entro il 2026, invece di uno solo come previsto fino a pochi giorni fa. Secondo le stime raccolte da Bloomberg, gli aumenti potrebbero essere di 25 punti base ciascuno e il primo potrebbe arrivare già entro giugno. Anche per la Bank of England cresce la probabilità di un intervento: gli operatori di mercato stimano circa il 70% di possibilità che i tassi vengano aumentati nel corso dell’anno.
Nel frattempo le tensioni internazionali e l’impennata del greggio stanno pesando sulle Borse. Le principali piazze europee hanno aperto la giornata in ribasso, seguendo il forte calo registrato nei mercati dell’Asia e del Pacifico e i future statunitensi negativi. A Parigi l’indice è partito con una lieve flessione ma ha rapidamente ampliato le perdite. Segno meno anche a Londra, mentre cali più marcati si registrano a Francoforte e Madrid.
Situazione difficile anche per la Borsa Italiana di Milano: l’indice FTSE MIB ha aperto la settimana con una perdita di circa il 2,7%. Tra i titoli più colpiti figurano Prysmian, Banca Popolare di Sondrio, STMicroelectronics, TIM e Stellantis. In controtendenza alcuni titoli come Lottomatica, Leonardo, Eni e Nexi, che registrano invece lievi rialzi.