
Europa vs Stati Uniti – Come possiamo rendere l’Europa più forte e competitiva
Nel confronto tra Europa e Stati Uniti i dati sociali possono aiutare a riflettere ma non bastano a spiegare la realtà. È vero che su sanità, istruzione e welfare l’Europa spesso mostra risultati migliori, ma fermarsi ai numeri rischia di nascondere problemi strutturali ancora aperti. Il continente deve fare i conti con una crescita economica lenta, burocrazia che ostacola innovazione e imprese, disoccupazione giovanile, sistemi di welfare sotto pressione, difficoltà nel trattenere talenti e forti squilibri tra Paesi membri. I traguardi raggiunti non sono garantiti per il futuro senza riforme, investimenti e una visione comune. La vera sfida non è stabilire chi sia migliore, ma capire come rendere l’Europa più dinamica, competitiva ed equa, adattandola alle nuove sfide globali.
Sul tema è intervenuto Massimiliano Leli, Ceo di SPARCOD: “Negli ultimi giorni – ha commentato – ” ho visto molte comparazioni tra Europa e Stati Uniti su temi come sanità, istruzione, sicurezza o disuguaglianze. È vero: su diversi indicatori sociali l’Europa sembra ottenere risultati migliori. Ma fermarsi ai numeri rischia di essere fuorviante. L’Europa non è perfetta. Anzi, ha ancora moltissime sfide aperte: – crescita economica troppo lenta in molti Paesi – burocrazia che frena innovazione e imprenditorialità – disoccupazione giovanile persistente sistemi pensionistici e sanitari sotto pressione – difficoltà ad attrarre e trattenere talenti forti disparità tra Stati membri Alcuni risultati positivi sono il frutto di scelte storiche e sociali importanti, ma nulla è garantito per il futuro. Senza riforme, investimenti e una visione comune più forte, questi vantaggi possono rapidamente erodersi. Il vero confronto non dovrebbe essere “chi è migliore”, ma: come possiamo migliorare ciò che non funziona. Come rendere l’Europa più dinamica, equa e competitiva. Come adattare il nostro modello alle nuove realtà globali Essere critici verso l’Europa non significa essere contro l’Europa. Significa volerla più forte, più giusta e più pronta per il futuro”.
La tabella Eurostat
