
Follia nel Milanese – Inseguiti, lanciano un machete di mezzo metro dentro un oratorio pieno di bambini
Nel pomeriggio di giovedì a San Giuliano Milanese, nel Milanese, un controllo della polizia locale si è trasformato in una situazione di emrgenza. Due uomini, rispettivamente di 32 e 33 anni, sono stati arrestati dopo un inseguimento a piedi concluso con l’aggressione agli agenti e il lancio di un machete all’interno di un oratorio frequentato da bambini. Una terza persona, una donna, è invece riuscita a dileguarsi ed è tuttora ricercata.
Tutto ha avuto inizio intorno alle 16.30 lungo la via Emilia, nei pressi di un supermercato, dove una pattuglia ha fermato un’auto MG con a bordo tre individui. Dai controlli in centrale è emerso che il veicolo risultava rubato a Milano alla fine di giugno. Alla richiesta di chiarimenti, i tre occupanti sono improvvisamente scesi dall’auto dandosi alla fuga in direzioni diverse.
È scattato immediatamente l’inseguimento. Uno dei fuggitivi è stato seguito per circa 800 metri tra le strade del centro. Per accorciare le distanze, un agente ha anche utilizzato il monopattino di un passante. Durante la fuga, l’uomo ha estratto un machete lungo circa 46 centimetri e lo ha lanciato oltre la recinzione di un oratorio in via Don Bosco, proprio mentre all’interno si stavano svolgendo attività con la presenza di numerosi bambini.
Parallelamente, l’altro uomo è stato rincorso lungo la via Emilia e, una volta raggiunto, ha reagito con violenza colpendo l’agente con calci e pugni. Per riuscire a bloccarlo è stato necessario l’uso dello spray urticante in dotazione alle forze dell’ordine.
La donna che viaggiava con loro è riuscita invece a far perdere le proprie tracce tra le vie circostanti. Entrambi gli uomini fermati risultano originari del Nord Africa e con precedenti per spaccio di droga. Durante la perquisizione sono stati trovati anche alcuni grammi di cocaina.
Il giorno successivo il tribunale di Lodi ha convalidato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e porto abusivo d’arma, disponendo nei loro confronti l’obbligo di firma. Il processo è stato fissato per il mese di settembre.