
Il Ministro Urso punta a rilanciare industria ed energia: “Nucleare e innovazione per salvare l’automotive”. Parte il Piano Transizione 5.0
il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha illustrato le strategie del Governo per rafforzare il ruolo industriale dell’Italia, puntando su innovazione tecnologica, transizione energetica e sostegno al settore automobilistico. Nel corso del confronto dedicato alle tecnologie avanzate, il ministro ha spiegato le misure pensate per affrontare le trasformazioni economiche e produttive in atto.
Uno dei temi centrali è stato il piano “Transizione 5.0”, nato per aiutare le imprese a investire nella digitalizzazione e nell’efficienza energetica. Il programma mette a disposizione oltre 10 miliardi di euro destinati allo sviluppo di tecnologie green, innovazione digitale e riduzione dei consumi energetici. Urso ha annunciato che il decreto attuativo arriverà entro metà giugno, consentendo alle aziende di pianificare gli investimenti fino al 2028. L’obiettivo del Governo è rendere la misura permanente.
“A settembre dello scorso anno – ha spiegato Urso – ” qualcuno sosteneva ancora che il Piano Transizione 5.0 non interessasse alle imprese. I fatti hanno dimostrato l’esatto contrario: oltre 20mila aziende hanno aderito alla misura, che ha sostenuto investimenti nella duplice transizione digitale ed energetica, con un forte focus sull’autoproduzione da fonti rinnovabili, tema oggi più che mai strategico. Abbiamo trasformato quella misura sperimentale in una leva strutturale di politica industriale: il nuovo Piano Transizione 5.0 prevede un orizzonte triennale e risorse pari a 9,8 miliardi di euro, utilizzabili fino a settembre 2028 attraverso lo strumento dell’iperammortamento, consentendo alle imprese di programmare con certezza investimenti e percorsi di innovazione. Il decreto attuativo, ora alla Corte dei Conti, entrerà in vigore entro la metà di giugno
I nuovi annunci di Stellantis rafforzano in modo significativo il Piano Italia presentato al Mimit nel dicembre 2024, dopo l’uscita di Tavares, quando il gruppo ha finalmente riconosciuto la centralità degli stabilimenti italiani. Quel piano sta finalmente producendo i primi risultati: negli ultimi mesi la produzione è tornata a crescere e progressivamente crescerà ancora. Anche l’annuncio della e-Car a Pomigliano va nella direzione che abbiamo indicato in Europa: produrre in Italia e in Europa veicoli accessibili, sostenendo la filiera e difendendo l’automotive europeo”.