
In Italia più di una persona su cinque è a rischio povertà ed esclusione sociale – E’ allarme dopo i nuovi dati ISTAT
L’ultimo rapporto Istat fotografa una situazione ancora molto delicata per milioni di italiani: nel 2025 oltre una persona su cinque vive in condizioni di rischio povertà o esclusione sociale. In totale si tratta di circa 13,3 milioni di cittadini, un dato che conferma quanto le difficoltà economiche restino diffuse nonostante alcuni segnali positivi sul fronte dell’occupazione.
A livello generale si registra infatti un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente: la quota di popolazione considerata a rischio è scesa dal 23,1% al 22,6%, soprattutto grazie alla crescita del numero di occupati. Tuttavia, questo progresso non sta raggiungendo le fasce più fragili della popolazione, che continuano a vivere situazioni di forte disagio economico.
Secondo il report, aumentano le persone in grave deprivazione materiale e sociale, che superano i 5,7 milioni. Si tratta di famiglie che fanno fatica a sostenere spese essenziali come l’affitto, le bollette, un’alimentazione adeguata o imprevisti economici. In molti casi, avere un lavoro non basta più a garantire stabilità. Il rischio di povertà lavorativa rimane fermo al 10,2% e coinvolge soprattutto giovani e stranieri. Quasi un under 35 su tre percepisce redditi molto bassi, mentre tra i lavoratori stranieri la quota sale a quasi quattro su dieci. Contratti precari, part time non scelto e occupazioni irregolari contribuiscono a rendere incerta la situazione economica di molte famiglie.
Anche il numero dei figli influisce in modo significativo sulle condizioni economiche. Il rischio di povertà cresce infatti nei nuclei familiari numerosi e aumenta drasticamente per i genitori single o per chi ha più di tre figli a carico.
Tra le difficoltà più pesanti c’è poi la povertà energetica. Oltre due milioni di famiglie italiane non riescono a riscaldare adeguatamente la casa o a sostenere le spese per luce e gas, complice l’aumento dei prezzi degli ultimi anni e la scarsa efficienza energetica di molte abitazioni.
Restano inoltre fortissime le differenze territoriali. Nel Sud Italia il rischio di povertà ed esclusione sociale raggiunge il 38,4% della popolazione, con livelli di grave deprivazione nettamente superiori rispetto al Nord del Paese.