
In Italia sono fermi sui conti correnti 1.163 miliardi – Ma l’inflazione fa crollare il potere d’acquisto e sta erodendo i risparmi. Gli ultimi dati
Nei conti correnti delle famiglie italiane sono depositati complessivamente 1.163 miliardi di euro. E se negli ultimi 4 anni la liquidità sia rimasta quasi stabile, con una lieve flessione dello 0,4%, l’aumento dell’inflazione ha ridotto in modo significativo il valore reale dei risparmi.
Secondo i dati della Banca d’Italia, il potere d’acquisto delle somme lasciate in banca è diminuito dell’11,6%: ciò significa che mille euro depositati quattro anni fa oggi hanno un valore reale di circa 884 euro.
Il caro vita ha così reso sempre meno conveniente mantenere il denaro fermo su conti correnti poco o per nulla remunerati. Per questo motivo molti risparmiatori hanno deciso di spostare parte della propria liquidità verso strumenti finanziari più redditizi, come obbligazioni, fondi comuni, azioni, titoli di Stato ed Etf monetari, favoriti dal rialzo dei tassi di interesse. Parallelamente, però, si è registrata anche una riduzione della capacità di risparmio delle famiglie.
Milano rappresenta uno dei casi più significativi di questa evoluzione.
Nel capoluogo lombardo i depositi bancari delle famiglie sono diminuiti del 4%, pari a circa 3,75 miliardi di euro in meno rispetto al 2022. Nonostante la contrazione, la città continua a occupare le prime posizioni in Italia per liquidità media pro capite, grazie a redditi elevati e patrimoni consistenti.
L’andamento dei depositi non è però uniforme sul territorio nazionale. Nel Mezzogiorno le giacenze sono aumentate, sostenute dalla crescita dell’occupazione e da una minore propensione agli investimenti finanziari. Al contrario, nelle regioni del Nord e in parte del Centro si registrano i cali più consistenti, dovuti sia alla scelta di diversificare i risparmi sia, in alcuni casi, a una diminuzione delle risorse economiche disponibili.
Il quadro evidenzia come gli italiani stiano modificando le proprie strategie di gestione del denaro: conservare i risparmi sul conto corrente non basta più a proteggerli dalla perdita di valore causata dall’inflazione, rendendo sempre più necessario valutare forme di investimento in grado di preservare il capitale nel tempo.