
La Stampa venduta dopo 100 anni: ecco gli scenari, fra nuovi investitori e l’allarme dei giornalisti – Cosa cambia
Dopo quasi un secolo sotto il controllo della famiglia Agnelli, il quotidiano La Stampa passa a una nuova proprietà. Il gruppo editoriale GEDI Gruppo Editoriale, controllato dalla holding Exor guidata da John Elkann, ha firmato un accordo preliminare per la vendita della testata al gruppo editoriale SAE – Sapere Aude Editori. Il trasferimento definitivo dovrebbe concludersi entro giugno e comprenderà anche le attività digitali, il centro stampa, la rete pubblicitaria locale e i servizi di supporto alla redazione.
L’operazione sarà realizzata tramite una nuova società controllata da SAE, nella quale potrebbero entrare anche imprenditori e investitori legati al territorio del Nord-Ovest. Il gruppo editoriale guidato da Alberto Leonardis gestisce già diversi quotidiani locali, tra cui Il Tirreno, La Provincia Pavese, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. Con l’acquisizione de La Stampa, il gruppo compie quindi un passo importante nel panorama dell’editoria nazionale. La nuova proprietà ha dichiarato di voler mantenere la linea storica del giornale, garantendo autonomia editoriale e conservando il forte legame con il territorio.
Il cambiamento, però, ha generato preoccupazione tra i giornalisti. Nella redazione lavorano circa 170 professionisti, oltre a un centinaio tra tecnici e impiegati e circa 600 collaboratori esterni. Il comitato di redazione ha espresso timori per il futuro occupazionale e per l’organizzazione del lavoro. Nei prossimi giorni è prevista un’assemblea dei giornalisti e un confronto con l’editore uscente per chiedere l’apertura di un tavolo di dialogo con i nuovi proprietari.
Anche le istituzioni locali stanno seguendo con attenzione la vicenda. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha dichiarato che il Comune monitorerà il piano industriale e la tutela dei posti di lavoro, sottolineando l’importanza del giornale per la libertà di informazione. Sulla stessa linea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha ribadito il valore del patrimonio professionale rappresentato dalla redazione.
Intanto il settore editoriale potrebbe subire ulteriori cambiamenti: sono infatti in corso trattative per la possibile vendita di GEDI al gruppo greco Antenna Group, controllato dalla famiglia Kyriakou, che potrebbe acquisire anche altre testate e alcune emittenti radiofoniche.