
Lombardia ancora prima in Italia per minor spesa pro capite – Fontana: “L’Italia risparmierebbe 100 miliardi se spendesse come noi”
La Lombardia si conferma la regione italiana con la più bassa spesa pubblica pro capite secondo gli ultimi dati della Ragioneria Generale dello Stato. Un risultato che il presidente regionale Attilio Fontana ha accolto con soddisfazione, sostenendo che il modello amministrativo lombardo rappresenti un esempio di efficienza per tutto il Paese. “Se tutte le regioni italiane avessero livelli di spesa analoghi a quelli lombardi – ha dichiarato – ” il risparmio complessivo per lo Stato potrebbe raggiungere circa 100 miliardi di euro all’anno”.
Nel 2024 la spesa regionalizzata per abitante in Lombardia si è attestata a 3.336 euro, ben al di sotto della media nazionale di 4.977 euro. Alle spalle della Lombardia si collocano Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana, mentre le regioni con i valori più elevati risultano Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, seguite da Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Sicilia.
La differenza tra la spesa media italiana e quella lombarda ammonta a oltre 1.600 euro per cittadino. Applicando questo scarto all’intera popolazione nazionale, si arriva alla stima di quasi 100 miliardi di euro indicata dagli analisti. Per Fontana questi numeri dimostrano la validità del sistema organizzativo regionale e rafforzano il dibattito sull’autonomia territoriale.
Commentando i dati, il governatore ha affermato: “La Lombardia conferma un modello di organizzazione, efficienza e senso di responsabilità che emerge annualmente dai conti della Ragioneria dello Stato”. Secondo Fontana, il buon livello di servizi garantito dalla regione dimostrerebbe come sia possibile contenere la spesa pubblica senza compromettere la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini.
Accanto ai risultati sui conti pubblici, la Lombardia continua a mostrare segnali positivi anche sul fronte economico. I dati relativi al primo trimestre del 2026 evidenziano infatti una crescita dello 0,5% del comparto manifatturiero rispetto ai tre mesi precedenti. Un andamento che conferma la forte vocazione industriale ed esportatrice del territorio, nonostante le difficoltà legate alle tensioni internazionali e ai costi energetici.
I dati della Ragioneria e quelli sull’industria rappresentano la conferma di un modello amministrativo ed economico che continua a distinguersi nel panorama nazionale.