Milano – Colpo di scena dopo 16 anni: “Olindo e Rosa innocenti in carcere. Sono vittime di un errore giudiziario”, parla il Sostituto procuratore

16/04/2023

Milano – Colpo di scena dopo 16 anni: “Olindo e Rosa innocenti in carcere. Sono vittime di un errore giudiziario”, parla il Sostituto procuratore

Il pool di avvocati di Rosa Bazzi e Olindo Romano, accusati della strage di Erba nel 2006, ha fornito nuovi atti che il sostituto procuratore generale di Milano Cuno Tarfusser ha raccolto, chiedendo alla procura generale di riaprire il fascicolo e ritrasmetterlo alla Corte d’appello di Brescia.

Si ritiene che Olindo Romano e Rosa Bazzi siano vittime di un errore giudiziario, con prove regine che sono fortemente dubbi. In particolare, il testimone sopravvissuto alla strage ebbe una “falsa memoria” nell’identificare Olindo Romano come il suo aggressore.

Il contesto in cui le prove sono maturate è “malato”. Tarfusser ha avanzato richiesta di revisione del processo su input della difesa.

“Moltissimi erano gli elementi che sin dal giudizio di primo grado sarebbero stati idonei, se solo valutati dai giudici, a giudicare inattendibile la prova del ‘riconoscimento’, fortemente dubbia la prova della ‘macchia di sanguè e indotte, con modalità che definire poco ortodosse è fare esercizio di eufemismo, le ‘confessioni’, trattate invece alla stregua di prove regine”. scrive il sostituto procuratore Tarfusser nella richiesta di revisione. Poi aggiunge:

“Oggi, a distanza di oltre 17 anni, la scienza – se auspicabilmente ammessa a farlo nel giudizio rescissorio – è fortunatamente in grado di fornire da sola, ma soprattutto in unione alle numerose criticità in atti e non in atti, comunque mai valutati, quelle certezze scientifiche idonee a fare sgretolare i tre pilastri probatori su cui fondano la condanna all’ergastolo di Olindo Romano e Rosa Bazzi”, si legge nel documento di 58 pagine di cui l’Adnkronos è in possesso. In cui si sostiene che “le dichiarazioni auto accusatorie” di Olindo Romano e Rosa Bazzi “sono da considerarsi false confessioni acquiescenti. Tali conclusioni si fondano sui più recenti ed avanzati dati scientifici che corrispondono ai criteri che, se mancanti, rendono le confessioni, false confessioni”.

Sul contesto in cui le prove sono maturate, il sostituto procuratore scrive:  si trata di “un contesto che definire ‘malatò è fare esercizio di eufemismo”, scrive Tarfusser. “Si tratta di considerazioni e di osservazioni che, se approfondite e valutate, avrebbero già sin dal giudizio di primo grado potuto portare ad un diverso esito processuale, ma che oggi probabilmente da sole non avrebbero la forza necessaria per infrangere il giudicato. Esse però sono in grado di tracciare un netto punto di partenza, la base, su cui si innestano gli accertamenti tecnico-scientifici che attraverso tecniche e metodologie nuove e più sofisticate valutate unitamente agli elementi già in atti, valutati e non valutati, dimostrano che gli imputati devono essere prosciolti”

Il testimone chiave Mario Frigerio, deceduto alcuni anni fa,  fu gravemente ferito dal suo aggressore. Lui lo identificò in Olindo Romano. Ma, spiega Tarfusser: “Il peggioramento della condizione psichica e i deficit cognitivi manifestati da Mario Frigerio nel corso della degenza ospedaliera, le errate tecniche di intervista investigativa dense di numerosissime suggestioni su di lui attuate e la palese violazione di precise e note leggi scientifiche in materia di memoria e di riconoscimento di volti dimostrano in modo incontrovertibile che la memoria riguardante Olindo Romano quale suo aggressore è una falsa memoria e che Mario Frigerio era soggetto inidoneo a rendere valida testimonianza circa i fatti avvenuti la sera dell’11 dicembre 2006” si legge nel documento. In particolare, rispetto al riconoscimento “non si può non rilevare come questo riconoscimento abbia avuto una genesi tortuosa, sia inficiato da evidenti e gravi elementi di criticità che lo rendono estremamente dubbio ma, soprattutto, che si fonda su elementi che pur essendo in atti, mai sono stati scrutinati e valutati dalle Corti di merito”.

Ora Tarfusser ha avanzato richiesta di revisione del processo, una richiesta, una richiesta partita “in tutta coscienza, per amore di verità e di giustizia e per l’insopportabilità del pensiero che due persone, probabilmente vittime di errore giudiziario, stiano scontando l’ergastolo. L’esame dei 57 consulenti tecnici che hanno redatto e sottoscritto le consulenze tecniche sulle modalità, le tecnologie, gli accertamenti da loro effettuati e sui risultati cui sono giunti, e voglia disporre, previa acquisizione degli atti processuali, ogni ulteriore accertamento ritenuto utile e necessario ai fini del decidere secondo verità e giustizia”.

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