
Milano – Fermato un ragazzo per terrorismo. Ha scritto sui social: “Pronto a fare come a Modena”
Un giovane di 21 anni, residente a Vimercate e di origine marocchina, è stato fermato dalla Procura di Milano con l’accusa di terrorismo internazionale. Il provvedimento è scattato dopo la pubblicazione sui social network di numerosi messaggi considerati dagli investigatori come un’esaltazione della violenza jihadista e del martirio, elementi che avrebbero fatto temere una possibile e imminente radicalizzazione operativa.
Secondo gli inquirenti, il ragazzo avrebbe diffuso contenuti che lodavano attentati rivendicati dallo Stato Islamico contro Paesi occidentali e comunità cristiane. Particolare attenzione ha suscitato un riferimento all’episodio avvenuto a Modena il 15 maggio 2026, quando un uomo investì diverse persone in strada. Sebbene in quel caso non sia stata contestata l’accusa di terrorismo all’autore del gesto, il richiamo all’evento è stato considerato significativo dagli investigatori.
Durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, il ragazzo ha sostenuto che i materiali pubblicati avevano esclusivamente uno scopo informativo e divulgativo, negando qualsiasi intenzione violenta. Il Gip dovrà ora pronunciarsi sulla richiesta di convalida del fermo e sulla misura cautelare avanzata dalla Procura.
Le indagini, condotte dalla Digos e dalla sezione antiterrorismo, hanno evidenziato una crescente radicalizzazione ideologica del giovane. Gli investigatori ritengono che alcuni post e commenti mostrassero una disponibilità al sacrificio personale in nome dell’estremismo religioso. A rafforzare i sospetti vi sarebbe anche il possesso di un biglietto aereo per il Marocco con partenza fissata per il 9 giugno.
Tra i messaggi esaminati figurano discussioni riguardanti ipotetiche azioni sovversive e contenuti dai toni discriminatori. L’inchiesta nasce inoltre da accertamenti collegati a un’altra indagine che aveva coinvolto un giovane residente a Pavia, accusato di far parte di ambienti estremisti online di matrice neonazista e antisemita.
Commentando l’operazione, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato come il fermo dimostri l’efficacia delle strategie di prevenzione adottate in Italia contro la radicalizzazione estremista.
“Grazie a una capillare azione di presidio del territorio – ha scritto Piantedosi – ” ad un costante monitoraggio degli ambienti dell’estremismo, ad un attento controllo dei canali informatici e dei social network insieme ad una elevata capacità di analisi, le nostre forze dell’ordine e l’intelligence sono stati in grado ancora una volta di intervenire tempestivamente per individuare una minaccia terroristica. A loro, e in particolare alla Polizia di Stato per l’operazione condotta oggi con il coordinamento della Procura di Milano, va la mia gratitudine per il lavoro che svolgono ogni giorno, con professionalità e dedizione, per garantire la sicurezza dei cittadini”.