
Milano – Il ricordo commosso di Ornella Vanoni: “Se Roma ha la lupa, Milano ha l’Ornella. Sei più viva che mai”. Il messaggio di Luciana Littizzetto
Luciana Littizzetto ha reso omaggio a Ornella Vanoni con una serata speciale andata in onda domenica su La7, all’interno di Che tempo che fa, che ha celebrato una figura artistica e umana rimasta profondamente viva nell’immaginario collettivo
Proprio nello studio del programma, Ornella è diventata per molti giovani non solo una voce storica della musica italiana, ma anche un esempio di libertà, ironia e modernità, capace di affrontare con leggerezza temi come la vita e la morte.
Durante la serata non poteva mancare la celebre “letterina” di Luciana Littizzetto, carica di emozione e ricordi personali. La comica ha raccontato il rapporto intimo e quotidiano che la legava a Vanoni, ricordando in particolare le lunghe telefonate ricevute quando lei stessa era ricoverata per una grave pancreatite. Quelle chiamate, più efficaci di qualsiasi cura, sono state per Littizzetto un vero sostegno emotivo.
La lettera si apre con parole simboliche e affettuose: “Se Roma ha la lupa e Cremona ha la tigre, Milano ha l’Ornella”, un’immagine che racchiude il legame indissolubile tra la città e l’artista.
“E questa è la mia letterina a Ornella Vanoni. Cara Ornella, anzi l’Ornella con l’articolo davanti, per ribadire che eri unica, la diva che non faceva la diva e con la scocciatura incorporata. Vedi, siamo tutti qui per te, qui e a casa, le persone che ti hanno voluto bene, i tuoi colleghi, il tuo teatro, la tua città. Perché se Roma ha la lupa e Cremona ha la tigre, Milano ha l’Ornella”, scrive Littizzetto.
“E poi tu facevi ridere, Ornella, come sanno fare solo le persone che vivono con i piedi in questo pianeta, ma col cervello gironzolano in dimensioni sconosciute. Tu altera, elegante, seducente, un filo di tacco e un filo di trucco. Corpo da mostrare anche in vecchiaia. Quando le altre hanno smesso, tu hai continuato. Décolleté generoso, spallina di reggiseno a vista, rossetto e cioccolato. Amante, amata, vanitosa fino all’ultimo giorno”,
“Hai dimostrato che si può invecchiare dicendo la verità, senza chiedere scusa per ogni ruga. Intensa e volubile, libera e disinibita. Hai insegnato a generazioni di donne che si può essere fragili senza essere patetiche, innamorate, senza essere possedute e che a volte essere amanti, essere l’altra, non significa essere sbagliate. Il tuo tempo è speso a vivere e cantare l’amore, ma non quello pettinato, quello sbilenco, storto, che fa male, che ti lascia sola, che ti butta giù, che ti fa dire ‘Bisogna imparare ad amarsi’. Lo ripetevi anche a te stessa e sapevi benissimo quanto è complicato”.
“E ora – conclude – ” mi piace immaginarti così al tavolino di un bar che si affaccia sulla laguna con un cameriere che ti versa un calice di champagne, un cameriere buonissimo, ovviamente. Grazie di tutto, Ornella”.