
Milano – E’ morto il “leggendario” Paolo Carù. Fondò ‘Muschio Selvaggio’: aveva uno dei negozi di dischi migliori al mondo
Milano – E’ morto Paolo Carù. Fondò ‘Muschio Selvaggio’. Suo il negozio di dischi fra i migliori al mondo
Paolo Carù era famoso per il suo celebre negozio di vinili a Gallarate. Addio ad una leggenda del territorio, è scomparso il 14 giugno all’età di 77 anni. Il suo negozio era riconosciuto come uno dei migliori al mondo dal Guardian. Carù aveva fondato le riviste “Mucchio Selvaggio” e “Buscadero”, per cui continuava a scrivere .
Nato collezionista di vinili, Carù mantenne viva la sua attività nonostante i cambiamenti tecnologici che avevano soppiantato i dischi con i CD, gli MP3 e lo streaming. Il negozio di piazza Garibaldi, ereditato dai genitori, divenne una leggenda nel mondo della musica.
Nel 1977, fondò “Mucchio Selvaggio” a Roma con Max Stefani e Aldo Pedron. Successivamente, nel 1980, insieme a Pedron, creò “Buscadero”, una rivista concorrente, alla quale contribuì fino alla fine.
La notizia della sua morte è stata confermata con grande dolore sulla pagina Facebook di “Buscadero”. Numerosi messaggi di cordoglio sono stati pubblicati sui social media, da parte di lettori, fan e artisti. Franco D’Aniello dei Modena City Ramblers ha espresso il suo affetto, mentre un cliente del negozio ha descritto l’esperienza di visitarlo come entrare in un museo di vinili.
Il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, ha sottolineato la perdita significativa per la città e per la comunità musicale. Ha ricordato anche il lato umano di Carù, specialmente negli ultimi mesi segnati dai problemi di salute della moglie, Anna. La morte di Carù rappresenta una grave perdita per la famiglia, la città e tutti gli appassionati di musica.
“Oltre al lato pubblico – hadetto il sindaco – “quello del grande esperto di musica ed editore del Buscadero, nonché quello del mitico negoziante di dischi, negli ultimi mesi ho potuto apprezzare anche il lato umano da quando per i problemi della salute della moglie i rapporti sono diventati necessariamente più assidui. Era legatissimo alla moglie Anna e quel distacco necessario, per la salute di lei, lo aveva messo a dura prova. Ora questa tragedia ci lascia di stucco ed è una grave perdita per la famiglia, per la città e per tutti gli appassionati di musica”.