
Milano non dimentica: 25 anni fa la strage di Linate, l’incidente aereo più grave avvenuto in Italia con 118 vittime (e un solo superstite) – Cosa accadde
L’8 ottobre 2001 Linate fu il triste teatro del più grave incidente nella storia dell’aviazione civile italiana.
All’aeroporto di Linate, poco dopo le 8 del mattino, un McDonnell Douglas MD-87 della compagnia SAS, diretto a Copenaghen, entrò in collisione con un piccolo Cessna Citation CJ2 privato. A causa della fitta nebbia, l’aereo privato imboccò per errore la pista destinata ai decolli, proprio mentre il velivolo di linea stava effettuando le operazioni per partire. Dopo lo scontro, l’MD-87, gravemente danneggiato, uscì dalla pista e finì contro un edificio utilizzato per lo smistamento dei bagagli, provocando un violento incendio.
Il bilancio fu drammatico: morirono 118 persone, tra passeggeri, membri degli equipaggi e quattro lavoratori dell’aeroporto presenti nell’edificio.
Ci fu una sola persona che riuscì a sopravvivere: Pasquale Padovano, uno degli addetti al reparto bagagli dell’aeroporto. Al momento dell’incidente si trovava nell’edificio colpito dall’aereo e riportò ustioni molto gravi su gran parte del corpo. Le sue condizioni furono subito considerate disperate: rimase in coma per quasi quattro mesi e, negli anni successivi, dovette sottoporsi a più di cento operazioni chirurgiche. Dopo circa quattordici mesi di ricovero, nel 2002 riuscì finalmente a lasciare l’ospedale Niguarda e a iniziare un lungo percorso di recupero.
Anche sul piano giudiziario la tragedia ebbe conseguenze importanti. Il processo cominciò il 20 novembre 2002 e coinvolse undici tra dirigenti e dipendenti di ENAV, ENAC e SEA, accusati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Le indagini avevano infatti evidenziato diverse responsabilità legate alla gestione e alla sicurezza dell’aeroporto.
Le indagini dimostrarono che la tragedia non fu causata da un solo errore, ma da una serie di problemi. Oltre alla scarsa visibilità, contribuirono la segnaletica poco chiara, le difficoltà nelle comunicazioni e l’assenza del radar di terra, che quel giorno non era operativo. Anche i sistemi di controllo del traffico aeroportuale risultarono insufficienti.