
Milano – Nove indagati per la vendita di San Siro a Inter e Milan: fra loro anche due ex assessori. Scattano le perquisizioni in Comune
Si allarga l’inchiesta sulla vendita dello stadio San Siro ai club Inter e Milan: sono nove le persone indagate e sono scattate perquisizioni negli uffici del Comune di Milano e nelle abitazioni di dirigenti, consulenti ed ex amministratori coinvolti nell’operazione. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi su richiesta della Procura, con interventi eseguiti dalla Guardia di Finanza anche presso la società M-I Stadio.
Tra gli indagati figurano nomi di rilievo, tra cui gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, il direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone e alcuni manager legati ai due club, come Alessandro Antonello, oltre ad altri dirigenti e consulenti coinvolti nel progetto.
Le accuse ipotizzate dai magistrati – turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio – riguardano presunti comportamenti irregolari nella gestione della procedura di vendita. L’indagine, coordinata dai pubblici ministeri e affidata al Nucleo di polizia economico-finanziaria, punta a chiarire se vi siano stati scambi di informazioni riservate o accordi non trasparenti tra soggetti pubblici e privati.
All’origine del nuovo filone ci sono elementi emersi da una precedente inchiesta sull’urbanistica milanese, in particolare chat e mail che avrebbero fatto emergere contatti e condivisioni di documenti sensibili. Le perquisizioni hanno infatti portato al sequestro di dispositivi elettronici utili agli approfondimenti investigativi.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il procedimento amministrativo per la cessione dell’area sarebbe stato condizionato da intese informali tra i soggetti coinvolti. In particolare, si sospetta che l’avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse sia stato costruito su misura per favorire i due club, anche attraverso lo scambio di bozze di delibere e documenti tra amministrazione e privati.
“Il blitz delle Fiamme Gialle – spiega Il Fatto Quotidiano – “è seguito alle audizioni dei giorni scorsi di funzionari del Comune che, da quanto si apprende, sono stati sentiti come testimoni, in una situazione di pre-allarme per il possibile sviluppo delle indagini. La pubblicazione dell’inchiesta ha provocato anche il rinvio a data da destinarsi della conferenza stampa per la fine dei lavori di restauro di Palazzo Marino che era prevista in mattinata alle 11 nella sede del Comune e a cui avrebbe dovuto partecipare anche il sindaco Giuseppe Sala”.