
Milano – San Siro, l’inchiesta si allarga: “Inter e Milan favoriti dal Comune per la vendita dello stadio”. Ecco le accuse
L’inchiesta sulla vendita dello stadio San Siro si amplia e coinvolge diversi protagonisti legati al Comune di Milano e ai club calcistici cittadini. Secondo la Procura, la procedura che ha portato nel 2025 alla cessione dell’impianto e delle aree circostanti a Inter e Milan per circa 280 mila metri quadrati sarebbe stata alterata da irregolarità e favoritismi. Le accuse principali riguardano presunte rivelazioni di segreti d’ufficio e la turbativa del processo amministrativo, che sarebbe stato orientato a vantaggio dei due club.
Le indagini hanno portato a perquisizioni da parte della Guardia di Finanza negli uffici comunali, nella società M-I Stadio e nelle abitazioni di alcuni indagati. Tra questi figurano dirigenti di primo piano del Comune e consulenti legati alle società calcistiche. L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto su comunicazioni interne e chat, considerate fondamentali per ricostruire eventuali scambi di informazioni riservate.
Uno dei punti centrali riguarda l’“Avviso pubblico” del marzo 2025, atto con cui il Comune ha raccolto manifestazioni di interesse alternative rispetto a quelle già presentate da Inter e Milan. Pur non trattandosi formalmente di un bando di gara, per la Procura questo documento avrebbe avuto un ruolo equivalente e sarebbe stato costruito in modo da favorire i due club. In questo contesto si inseriscono le ipotesi di turbativa protratte per anni, già a partire dal 2021.
Le indagini ipotizzano inoltre almeno due episodi specifici di fuga di notizie: nel 2021 e nel 2023 alcuni dirigenti comunali avrebbero condiviso in anticipo bozze di delibere con consulenti vicini all’Inter.
“Per gli indagati – scrive il Corriere della Sera -“le chat sono sia la premessa sia lo scopo dei sequestri dei rispettivi telefoni nelle perquisizioni svolte martedì dalla GdF. La premessa sta infatti in quel poco di chat che in questi mesi il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano è riuscito a ricostruire sui telefoni sequestrati già l’anno scorso ad alcuni dei protagonisti in tutt’altra indagine, quella dei pm Marina Petruzzella e Paolo Filippini sui grattacieli dell’urbanistica milanese: e lo scopo delle perquisizioni e del sequestro degli attuali telefoni sta appunto nel tentativo di cercare di colmare i vuoti ricostruttivi in quelle chat, e mettere a fuoco il ruolo di altri interlocutori sinora intuito solo indirettamente nei messaggi trovati sui telefoni altrui. Ma già ora la Procura, nell’iter del dossier stadio in Comune, ritiene di avere elementi su almeno due specifiche «rivelazioni di segreto», esemplificative di quelle collusioni nelle quali i pubblici ufficiali avrebbero turbato e orientato la procedura verso gli interessi dei privati: e anche qui è da alcune chat che per gli inquirenti emergerebbero una fuga di notizie di Malangone-Tancredi con la consulente interista De Cesaris su una bozza di delibera comunale del 5 novembre 2021, e un’altra di Tancredi con il dirigente interista Van Huuksloot su una proposta di delibera comunale del 19 gennaio 2023”.
Il sindaco Beppe Sala ha dichiarato che, allo stato attuale, non emergono accuse di corruzione e ha difeso l’operato del Comune, sostenendo che le interlocuzioni con i club erano necessarie e previste dalla normativa. Ha inoltre ribadito che l’intera operazione è stata condotta nell’interesse pubblico, anche per evitare il rischio che le squadre lasciassero la città.