
Milano – Uccidono il padre violento, la Cassazione: “La pena per i due ragazzi deve essere ridotta”
Uccidono il padre violento, la Cassazione: “La pena per i due ragazzi deve essere ridotta”
La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo presso la Corte d’assise d’appello di Milano per riesaminare le pene inflitte ai fratelli Alessio e Simone Scalamandré, condannati rispettivamente a 21 e 14 anni di carcere per l’uccisione del padre Pasquale durante una lite nella loro abitazione.
La decisione arriva in seguito al ricorso degli avvocati di Alessio, Luca Rinaldi e Andrea Guido, che hanno chiesto una rivalutazione delle attenuanti per il loro assistito, richiesta accolta dalla Suprema Corte.
Anche per Simone, benché la Cassazione abbia respinto l’argomento della sua non partecipazione al delitto avanzato dai suoi legali Riccardo Lamonaca e Nadia Calafato, è stato deciso di riesaminare la pena considerando possibili attenuanti.
Il sostituto procuratore generale in Cassazione aveva supportato questa linea difensiva.
“Grande soddisfazione dei difensori degli imputati per l’accoglimento del ricorso – scrive l’Agenzia Ansa – ” Il delitto era avvenuto nell’ambito di un contesto famigliare difficile: Pasquale Scalamandré era stato denunciato per maltrattamenti e minacce nei confronti della moglie, madre dei due imputati, che si era dovuta allontanare dalla città, trovando rifugio in una comunità protetta in Sardegna. Il giorno dell’omicidio il padre era andato a casa dei figli per chiedere insistentemente ad Alessio di ritirare la denuncia contro di lui. Alessio si era assunto in prima persona la responsabilità del delitto avvenuto al culmine dell’ennesima lite”.