
Obbligo mascherine nei luoghi di lavoro privati: prorogato fino a metà giugno dopo l’accordo tra Governo e Parti sociali

Dopo l’incontro tra Governo e Parti sociali, viene confermata la stretta rispetto alle misure di contenimento anti Covid19. I lavoratori del settore privato dovranno indossare la mascherina in tutti i casi di condivisione di ambienti di lavoro, al chiuso e all’aperto. Vanno bene anche le mascherine chirurgiche o dispositivi di protezione individuale di livello superiore (ffp2 o successive). I lavoratori che si trovano però a operare in condizioni di isolamento sono giustamente esentati da tale obbligo. La decisione arriva dal tavolo di lavoro tra parti sociali, Ministero del Lavoro e della Salute e l’Inail. Nel settore pubblico, al momento, si fa riferimento a quanto definito il 29 aprile scorso, ossia l’obbligo di mascherina è solo raccomandato.
L’obbligo di mascherine ha l’approvazione delle parti sociali:
Gli esponenti dei sindacati – Francesca Re David, confederale della Cgil; Angelo Colombini segretario confederale della Cisl; Ivana Veronese, segretaria Confederale della Uil – sono stati concordi nell’approvare questa misura. La si ritiene a difesa delle condizioni di lavoratori e lavoratrici, rispetto a una pandemia che può definirsi tutt’altro che superata. Nei prossimi mesi, con i dati dei contagi alla mano saranno magari possibili ulteriori revisioni. I protocolli aziendali dovranno quindi essere aggiornati, con il coinvolgimento di RLS ed RSU. Senza tornare ai tempi più critici definiti durante le ondate di casi positivi, ci si auspica comunque di continuare a mantenere alta l’attenzione in merito poiché il rischio di contagio e di conseguenze negative sulle dinamiche lavorative non può ancora ritenersi escluso o di poco conto.
E.F.M.