
Orrore a Milano – Uomo seviziato e imprigionato dalla moglie. “Costretto anche a mangiare nella ciotola del cane”. La denuncia di un manager milanese
Dietro un’esistenza apparentemente agiata e di successo si nascondeva una vicenda fatta di soprusi, isolamento e sofferenze. Un imprenditore milanese del settore finanziario, con guadagni annuali di circa 500 mila euro, avrebbe vissuto per venti mesi un vero e proprio incubo tra le mura della propria abitazione, in un elegante edificio di corso Vercelli.
Secondo le accuse, la moglie avrebbe progressivamente assunto il controllo della sua vita, allontanandolo da amici e colleghi e sorvegliando telefono, documenti e disponibilità economiche. Le discussioni, inizialmente legate ad accuse sull’epatite, sarebbero sfociate in un sistema di violenze psicologiche e fisiche. L’uomo avrebbe subito percosse, minacce e continue umiliazioni, arrivando persino a essere costretto a mangiare nella ciotola del cane.
La situazione sarebbe precipitata fino al 9 ottobre 2024, quando l’imprenditore è riuscito a scappare nel golfo di Saint-Tropez. In condizioni fisiche disperate, pesava soltanto 53 chili e indossava vestiti consumati e sporchi. Dopo aver trovato riparo in un albergo ed essere svenuto, è stato trasportato in ospedale. Gli accertamenti effettuati al pronto soccorso di Legnano due giorni più tardi hanno evidenziato un grave deperimento fisico e numerose lesioni.
La vicenda è ora all’esame del giudice per l’udienza preliminare Fabrizio Filice, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla pm Barbara Benzi. L’ex moglie, che era anche sua socia in affari, è accusata di lesioni aggravate e circonvenzione d’incapace per una presunta sottrazione di 200 mila euro.
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurano circa 30 mila filmati delle telecamere installate sull’imbarcazione. Le registrazioni rappresenterebbero prove importanti delle vessazioni denunciate dall’uomo e hanno contribuito all’archiviazione della controdenuncia presentata dalla donna.