
Poliziotto accerchiato e pestato: Meloni visita l’agente, ricoverato in ospedale. 29 feriti. Crosetto attacca: “Combattiamoli come le Brigate Rosse”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata a Torino per fare visita all’ospedale Molinette, dove sono ricoverati due agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti durante i violenti scontri avvenuti nel corso della manifestazione a sostegno di Askatasuna.
Tra loro c’è Alessandro Calista, 29 anni, poliziotto della Squadra mobile di Padova, aggredito da un gruppo di dimostranti. Alla visita ha preso parte anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Nella serata precedente, il capo dello Stato Sergio Mattarella ha contattato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per esprimere la propria vicinanza agli agenti coinvolti e chiedere che fosse trasmessa la sua solidarietà a tutto il corpo di polizia.
Il bilancio degli scontri è pesante: sono 29 gli appartenenti alle forze dell’ordine che hanno riportato ferite tali da richiedere il trasferimento in diversi ospedali torinesi. Le forze di sicurezza hanno proceduto con almeno due arresti, tra cui un giovane residente a Torino. Alcune donne fermate sono state successivamente rilasciate e denunciate a piede libero. Complessivamente, le persone condotte in questura per controlli e accertamenti sono state circa dieci.
Dopo gli episodi di violenza, il governo ha ribadito la volontà di rafforzare le misure in materia di ordine pubblico. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha invocato tolleranza zero verso i responsabili, annunciando l’imminente approvazione di un nuovo pacchetto sicurezza, che prevede maggiori garanzie per le forze dell’ordine e l’introduzione dell’obbligo di una cauzione per chi partecipa alle manifestazioni. Secondo Salvini, protestare è legittimo, ma non lo è devastare le città o aggredire i poliziotti.
Parole durissime anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito i partecipanti agli scontri “militanti vicini ad Askatasuna” e ha sostenuto che non si tratti di semplici manifestanti, ma di gruppi organizzati che mirano a colpire lo Stato. Crosetto ha affermato che questi soggetti vadano contrastati con la stessa determinazione usata contro il terrorismo, richiamando l’unità delle forze politiche come avvenne negli anni delle Brigate Rosse.