
Scoperta la causa che porta alla celiachia – Ecco il meccanismo che scatena l’intolleranza al glutine
Una ricerca internazionale può rappresentare un passo importante nella comprensione della celiachia, una patologia autoimmune che interessa circa una persona su cento.
Dopo sei anni di studi, gli scienziati hanno individuato un meccanismo finora poco conosciuto, dimostrando che anche le cellule dell’epitelio intestinale partecipano direttamente all’attivazione della risposta infiammatoria provocata dal glutine.
I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Gastroenterology, sono stati ottenuti da un gruppo di studiosi guidato dalla McMaster University canadese, con la collaborazione di ricercatori di altri Paesi. Fino a oggi si riteneva che la reazione al glutine dipendesse principalmente dalle cellule del sistema immunitario presenti nell’intestino. Gli esperimenti hanno invece evidenziato un ruolo decisivo del rivestimento interno dell’intestino superiore.
Per approfondire il fenomeno, gli studiosi hanno creato in laboratorio modelli dell’epitelio intestinale utilizzando cellule provenienti da pazienti celiaci e da topi geneticamente modificati. Questa tecnica ha permesso di osservare le attività delle singole cellule e identificare i segnali molecolari attraverso cui l’epitelio richiama le difese immunitarie, contribuendo così all’avvio della reazione autoimmune.
Un ulteriore elemento emerso dallo studio riguarda la presenza di agenti patogeni. Quando questi microrganismi si trovano insieme al glutine, l’epitelio sembra inviare segnali più intensi alle cellule immunitarie, amplificando la risposta dell’organismo. Questa interazione potrebbe fornire nuove indicazioni sui fattori che favoriscono l’insorgenza della malattia.
La scoperta potrebbe aprire prospettive interessanti per lo sviluppo di trattamenti innovativi e, in futuro, per strategie preventive rivolte alle persone maggiormente predisposte. Al momento, tuttavia, non esiste una cura definitiva: l’unico trattamento consolidato consiste nell’eliminare rigorosamente il glutine dall’alimentazione, evitando cereali come grano, segale e orzo. Saranno necessari ulteriori studi per trasformare queste nuove conoscenze in terapie efficaci e sicure.