JP Morgan vieta ai dipendenti di usare l’intelligenza artificiale – Bloccata la chat Gpt

24/02/2023

Jp Morgan vieta ai dipendenti di usare l’intelligenza artificiale – Bloccata la chat Gpt

La poca accuratezza di molte informazioni fornite dal software, contrarie al ‘rigore’ richiesto alla più grande banca d’investimento al mondo, ha portato Jp Morgan  a vietare la ChatGpt nei suoi uffici.

“Un problema di credibilità quindi – spiega MilanoFinanza – “e forse anche di gestione dei portafogli. In un recente esperimento condotto da MF-Milano Finanza l’intelligenza artificiale si è mostrata fin troppo spregiudicata, perché a un piccolo investitore con rischio medio ha suggerito una quota di bitcoin in portafoglio del 20%: più o meno la stessa (20-30% senza cash e obbligazioni) consigliata a uno speculatore con 1 milione di patrimonio investibile. Se si considera che per Credit Suisse appena il 2% di cripto nel portafoglio di un individuo ultra-ricco rappresenta un quarto del rischio totale, praticamente siamo nel campo del gioco d’azzardo”.

Ma non solo: alla base della decisione della banca guidata dal ceo Jamie Dimon ci sono anche i dati da difendere.

“Una seconda teoria che sta circolando in rete – aggiunge MilanoFinanza – ” fa riferimento alla volontà della banca d’affari di preservare dati che non devono trapelare. La scorsa settimana ad esempio Verizon, colosso globale delle telecomunicazioni, ha bloccato l’accesso dei dipendenti a ChatGpt e lo ha rimosso dai server aziendali, dicendo che si correva il rischio di fughe di dati chiave dei clienti o codici che gli impiegati avrebbero potuto inserire nella chat con l’intelligenza artificiale. Allo stesso modo, già a gennaio le scuole pubbliche di New York avevano bandito il chatbot dai suoi network online e dai dispositivi presenti negli istituti. C’è anche però chi ha scelto di inserire ChatGpt all’interno dei processi aziendali. Il colosso americano della consulenza Bain & Company ha stretto una collaborazione globale con OpenAi, la società dietro l’ormai noto software di comunicazione alimentato dall’intelligenza artificiale – conclude MF – “L’Ai «ha raggiunto un vero e proprio punto di svolta e prevediamo un’ondata di innovazione e di mutamenti per tutti i clienti, in tutti i settori», commenta Manny Maceda, worldwide managing partner di Bain & Company. «Riteniamo che questa fase rappresenti una sorta di rivoluzione industriale per il mondo del lavoro intellettuale, un momento in cui tutti i clienti dovranno ripensare le proprie architetture aziendali e adattarsi».

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