
Milano – Duro attacco del New York Times alle Olimpiadi Milano- Cortina: “Incubo logistico”. E non manca l’ironia su Salvini..
Il New York Times ha espresso un giudizio molto severo sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, definendole senza mezzi termini un vero e proprio “incubo logistico”. In un reportage firmato dal giornalista Jason Horowitz, il quotidiano statunitense mette in evidenza le difficoltà legate agli spostamenti tra le numerose sedi di gara, distribuite su un’area molto vasta del Nord Italia. Non a caso, il titolo dell’articolo ironizza sul fatto che per gli spettatori ogni giornata sarà una prova di “cross-country”, giocando sul doppio significato del termine.
L’evento è stato concepito come un’Olimpiade “diffusa”, con competizioni ospitate in otto località diverse, alcune separate da centinaia di chilometri e collegate da strade di montagna strette, tortuose e spesso ghiacciate. Secondo il Nyt, anche i siti apparentemente vicini richiedono tempi di percorrenza lunghi e complessi, tanto che ogni miglioramento infrastrutturale viene accolto dagli organizzatori come un successo.
Il giornalista racconta anche esperienze personali poco incoraggianti, come essere rimasto bloccato su una strada ghiacciata o aver scoperto che il tragitto più rapido tra alcune sedi può richiedere fino a 18 ore di viaggio. Le scelte organizzative, però, rispondono a una precisa linea imposta dal Comitato Olimpico Internazionale, che ha spinto per limitare nuove grandi opere e puntare su sostenibilità e utilizzo di impianti esistenti, dopo i costi enormi delle edizioni passate.
L’articolo non manca di citare episodi controversi, come l’aumento dei prezzi dei trasporti, uno sciopero ferroviario e persino un riferimento ironico al ministro Matteo Salvini, sottolineando le contraddizioni emerse nel clima olimpico.
“Lo spirito olimpico sembra aver portato via il populista anti-immigrazione di estrema destra – si legge sul giornale americano – ” Salvini ha perfino ringraziato i lavoratori stranieri che hanno contribuito alla costruzione del tunnel. Ma fino a un certo punto, perché ha precisato che i lavoratori immigrati non devono essere confusi con quelli che infestano le nostre stazioni”