
“Alla tua età avevo già comprato casa!” – Ma il valore medio è alle stelle: cresciuto del 150% dal 1950 ad oggi
“Io alla tua età avevo già comprato casa” è una frase che attraversa generazioni, ma il grafico sul prezzo medio delle abitazioni in Italia racconta una realtà molto diversa. Dal 1950 a oggi, il valore medio reale delle case è cresciuto di circa il 150%, trasformando radicalmente l’accesso alla proprietà immobiliare.
Nel dopoguerra, quando l’indice dei prezzi era fissato a 100, comprare casa avveniva in un contesto di costi relativamente contenuti e di maggiore equilibrio tra redditi e valore degli immobili. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta i prezzi crescono lentamente, seguendo l’espansione economica e demografica del Paese. È il periodo in cui molte famiglie riescono ad acquistare un’abitazione con uno sforzo sostenibile.
Il vero salto avviene dagli anni Settanta in poi. Il grafico mostra una forte accelerazione dei prezzi, con picchi evidenti tra gli anni Ottanta e i primi Duemila. In queste fasi il mercato immobiliare corre più velocemente dei salari, spinto da urbanizzazione, rendita fondiaria e investimenti nel mattone. Anche quando si registrano fasi di rallentamento o calo, come dopo la crisi del 2008, i prezzi non tornano mai ai livelli del passato.
Oggi l’indice si colloca intorno a 250: significa che, a parità di potere d’acquisto, una casa costa due volte e mezzo rispetto al 1950. È il punto in cui “cerchiamo casa noi”, come evidenziato nel grafico, ma in condizioni molto più difficili. Redditi stagnanti, precarietà lavorativa e mutui più selettivi rendono l’acquisto un obiettivo sempre più lontano per giovani e famiglie.
Non è dunque cambiata la volontà di comprare casa, ma il contesto economico. L’aumento del 150% dei prezzi racconta una trasformazione strutturale del mercato immobiliare italiano, che pesa sulle scelte di vita, sull’autonomia dei giovani e sulle prospettive demografiche del Paese.
Il grafico Pmi.it