
E’ morto Evaristo Beccalossi, storica bandiera dell’Inter
È scomparso a 69 anni Evaristo Beccalossi, ex attaccante simbolo dell’Inter degli anni Ottanta. Nato a Brescia il 12 maggio 1956, iniziò la sua carriera nella squadra della sua città prima di approdare nel 1978 all’Inter, dove visse il periodo più importante della sua vita sportiva. In maglia nerazzurra conquistò uno scudetto e una Coppa Italia, diventando rapidamente uno dei giocatori più amati dai tifosi grazie al suo talento e alla sua personalità.
Rimase a Milano fino al 1984, collezionando oltre 200 presenze e segnando 37 gol, tra cui una memorabile doppietta nel derby del 1979. Durante quegli anni contribuì anche al raggiungimento della semifinale di Coppa dei Campioni. Dopo l’arrivo di nuovi giocatori fu ceduto alla Sampdoria, per poi proseguire la carriera tra diverse squadre italiane fino al ritiro nel 1991. In seguito intraprese anche l’attività di opinionista televisivo.
Beccalossi era noto per il suo stile di gioco elegante e imprevedibile, fatto di dribbling, tocchi raffinati e giocate spettacolari, ma anche per un carattere ironico che lo rese particolarmente popolare. Tra gli episodi più ricordati c’è la partita del 1982 contro lo Slovan Bratislava in Coppa delle Coppe, quando sbagliò due calci di rigore nel giro di pochi minuti. L’evento divenne celebre anche grazie al racconto ironico del comico Paolo Rossi, tifoso interista.
Beccalossi rimane una figura molto amata, simbolo di un calcio creativo e istintivo. Il suo nome è ancora oggi legato a un’epoca speciale per l’Inter e al ricordo di un giocatore capace di far divertire il pubblico con la sua classe fuori dagli schemi.