
Nadal racconta il suo periodo più buio: “Nel 2015 ho dovuto consultare uno psichiatra”. Lo spagnolo rivela le sue crisi d’ansia “Soffocavo con la mia stessa saliva”
Rafael Nadal, uno dei tennisti più forti di tutti i tempi, ha raccontato un lato molto più fragile della sua carriera, legato a un periodo di forte crisi personale. Nel documentario “Rafa”, l’ex numero uno del mondo ripercorre i mesi più complicati vissuti nel 2015, segnati da ansia, difficoltà emotive e anche problemi fisici che hanno inciso profondamente sul suo equilibrio psicologico. Per anni il pubblico ha visto soprattutto le sue vittorie e la sua capacità di reagire alle difficoltà, ma molto meno il peso che ha dovuto sopportare lontano dai riflettori.
A pochi giorni dall’uscita della docu-serie su Netflix, il campione spagnolo ha parlato anche in un’intervista al quotidiano Marca, tornando su quel periodo delicato della sua carriera e sulle voci legate al suo staff tecnico.
Il maiorchino ha voluto chiarire alcune indiscrezioni circolate nel tempo riguardo al ruolo dello psichiatra nella scelta di inserire Carlos Moyá nel suo team: « “Non credo che uno psichiatra abbia raccomandato l’arrivo di Carlos Moyá. Non è andata esattamente così.” »
Nadal ha poi spiegato come, per circa un anno, abbia vissuto una condizione difficile da gestire, in cui anche aspetti che in passato controllava con naturalezza erano diventati complessi: « “Per quasi un anno, ho vissuto un periodo complicato. Facevo fatica a controllare ciò che ero sempre riuscito a gestire per tutta la vita.” »
Abituato a considerarsi autonomo nella gestione dei problemi, il tennista ha ammesso di aver inizialmente sottovalutato la situazione: « “Ho sempre pensato di dover risolvere i miei problemi da solo. Quel che succede in un campo da tennis non mi sembrava abbastanza grave per aver bisogno di aiuto.” »
Col tempo, però, i sintomi sono diventati più intensi, fino a influenzare anche la vita quotidiana. Nadal ha raccontato episodi di forte disagio fisico e ansia, che lo portavano a sentirsi in difficoltà anche nelle azioni più semplici: « “A un certo punto, non era solo una questione di emozioni o di controllo in campo. Nella vita di tutti i giorni, dovevo uscire con una bottiglia d’acqua perché avevo la sensazione di soffocare con la mia stessa saliva.
Mi sono detto: ‘Ho un problema, devo farmi aiutare.’ Prima ho visto una psicologa, poi uno psichiatra. Mi è stata prescritta una cura che mi ha aiutato a stare meglio col passare dei mesi.” »
Infine, il tennista ha chiarito anche la dinamica legata all’ingresso di Carlos Moyá nel suo staff, sottolineando che non si trattò di una sostituzione del suo storico allenatore Toni Nadal: « “In quel momento, abbiamo semplicemente ritenuto che la squadra avesse bisogno di una nuova spinta. Non è mai stato in discussione di sostituire Toni. Ma col tempo, è stato lui a decidere di farsi da parte.” »