
L’Italia è praticamente ferma da 25 anni- Crescita insignificante rispetto ad altri Paesi. E l’economia resta indietro.. I dati
Negli ultimi venticinque anni l’economia italiana ha mostrato un andamento estremamente debole, tanto da apparire quasi immobile rispetto alle principali economie internazionali. Nonostante l’alternarsi di governi, strategie economiche e interventi politici differenti, il Paese continua a fare i conti con una crescita minima, che nel tempo è diventata una caratteristica strutturale del sistema economico nazionale.
Secondo le analisi di Confindustria, dal 2000 a oggi l’Italia ha registrato un incremento medio annuo del Prodotto interno lordo pari ad appena lo 0,4%. Un dato nettamente inferiore rispetto a quello dell’Unione Europea, che nello stesso periodo ha viaggiato attorno all’1,4%, e ancora più distante dalle performance degli Stati Uniti, cresciuti in media del 2,1% all’anno. Il confronto con la Cina evidenzia un divario ancora più marcato, con tassi di sviluppo che hanno raggiunto mediamente l’8% annuo.
L’effetto di questa lunga fase di debole espansione è evidente: il PIL reale italiano, depurato dall’inflazione, risulta oggi soltanto poco più alto rispetto a quello registrato all’inizio del nuovo millennio. In oltre due decenni, la crescita complessiva è stata infatti di circa il 10%, un risultato modesto se confrontato con quello delle altre grandi economie mondiali.
Un altro elemento di fragilità riguarda la capacità di reagire alle crisi economiche internazionali. L’Italia tende infatti a subire gli effetti delle recessioni in modo più pesante rispetto ad altri Paesi avanzati e incontra maggiori difficoltà nella fase di recupero. Emblematico il caso della crisi finanziaria scoppiata nel 2007: sono stati necessari ben sedici anni per tornare ai livelli economici precedenti al crollo.
La situazione appare ancora più significativa se si guarda al passato. All’inizio degli anni Novanta l’Italia occupava una posizione di primo piano nello scenario mondiale, classificandosi come quinta economia del pianeta. Il valore della sua produzione economica superava ampiamente quello di nazioni oggi protagoniste della crescita globale, come Cina e India. Da allora, però, il Paese non è riuscito ad avviare un percorso di profonde riforme strutturali. La scarsa produttività, l’eccesso di burocrazia e il peso di un elevato debito pubblico hanno progressivamente ridotto la capacità dell’economia italiana di espandersi con continuità e di competere con successo sullo scenario internazionale.
Il grafico da economika