
Milano – “Morire di caldo o morire di fame. Aumenti? Solo 0,50 centesimi “. Scoppia in città la protesta dei rider
I rider tornano a protestare a Milano con una giornata di mobilitazione organizzata dal sindacato Usb per denunciare le difficili condizioni di lavoro durante l’estate. Lo slogan scelto per l’iniziativa, “Morire di caldo o morire di fame”, richiama il problema che i lavoratori, sono costretti ad affrontare ogni giorno: continuare a effettuare consegne anche con temperature elevate oppure rinunciare al compenso.
Il programma della protesta prevede un’assemblea nella sede Usb di via Padova, seguita da un corteo diretto alla Prefettura, con l’obiettivo di chiedere maggiori garanzie e un intervento concreto da parte delle istituzioni.
Al centro delle rivendicazioni c’è la richiesta di riconoscere il rapporto di lavoro subordinato per chi opera attraverso le piattaforme di food delivery. Secondo Usb, infatti, pur essendo formalmente considerati lavoratori autonomi, i rider svolgono la propria attività con modalità che, nei fatti, li rendono dipendenti dalle aziende per cui effettuano le consegne.
Il sindacato critica anche l’aumento di 50 centesimi introdotto da Glovo sulla tariffa base dal primo giugno, ritenendolo insufficiente. “Gli aumenti a 0,50 centesimi? Non è cambiato nulla”, sostiene Usb, evidenziando come il piccolo incremento economico non abbia migliorato le condizioni di chi lavora sulle due ruote.
Secondo l’organizzazione sindacale, anche le misure previste per fronteggiare il caldo estremo risultano poco efficaci. In assenza di tutele tipiche del lavoro dipendente e di strumenti di sostegno al reddito, interrompere l’attività significa perdere il guadagno della giornata, mentre continuare a lavorare comporta l’esposizione a rischi per la salute.
Per questo Usb sollecita il Governo ad aprire un confronto nazionale che porti al superamento del cosiddetto falso lavoro autonomo e all’applicazione della direttiva europea sul settore, con il riconoscimento del lavoro subordinato per i rider e maggiori garanzie sul piano della sicurezza, dei diritti e della continuità del reddito.