
Stop al burqa in classe e limiti agli alunni stranieri – In arrivo la circolare: cosa cambia
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha presentato alcune proposte destinate a suscitare un acceso dibattito. Tra le principali novità c’è l’intenzione di vietare l’uso di burqa e niqab nelle scuole e di introdurre un limite al numero di studenti stranieri presenti nella stessa classe.
Secondo Valditara, il divieto del velo integrale sarebbe motivato dalla necessità di rispettare i principi costituzionali, la parità tra uomini e donne e il contrasto a ogni forma di discriminazione. “È evidente come un indumento che non ti consenta di individuare il volto di una persona serva ad annullare la sua identità: diventa una non persona”, ha dichiarato il ministro, richiamando anche una decisione della Corte di giustizia europea sul diritto alla socializzazione.
Un’altra misura riguarderebbe la composizione delle classi. Una nuova circolare dovrebbe stabilire una percentuale massima di alunni stranieri, con l’obiettivo di evitare la concentrazione di studenti con background migratorio in determinate sezioni, definite dal ministro “ghetto”. L’idea è che l’integrazione non debba limitarsi alla presenza fisica nella stessa aula, ma debba comprendere anche la condivisione di principi e riferimenti culturali.
Proprio sul tema dell’identità nazionale, Valditara ha sottolineato l’importanza di una conoscenza di base della cultura italiana. “Chi viene da noi deve conoscere la nostra identità, la civiltà che abbiamo espresso nel corso dei secoli”, ha affermato, indicando tra i riferimenti fondamentali autori e testi come Omero, Virgilio, la Bibbia e Dante.
Il piano comprende inoltre una proposta ancora in fase di valutazione: revocare il permesso di soggiorno ai genitori stranieri che non assicurano la frequenza scolastica dei propri figli. La misura sarebbe collegata alle norme già introdotte con il decreto Caivano, che prevedono conseguenze penali per chi non manda i minori a scuola o ne tollera assenze continuative.
Le opposizioni hanno già annunciato critiche alle iniziative. Il ministro ha definito le contestazioni “ridicole”, sostenendo che provvedimenti analoghi siano stati adottati anche in altri Paesi europei da governi politicamente diversi.