
Al via il processo del secolo a Meta – 29 Stati contro i social: ‘Ha reso minori dipendenti e li ha sfruttati’. Chiesti 1.400 miliardi a Zuckerberg
È iniziato in California uno dei più importanti procedimenti giudiziari contro Meta, la società di Mark Zuckerberg proprietaria di Facebook e Instagram. L’azione coinvolge 29 Stati americani, che accusano il gruppo di aver favorito la dipendenza da parte di bambini e adolescenti e di aver nascosto i rischi legati all’utilizzo dei social. L’avvio del processo ha avuto immediate conseguenze anche in Borsa, con il titolo Meta in calo del 4,4%, sotto i 550 dollari.
Durante l’apertura del procedimento, la vice procuratrice generale della California, Megan O’Neil, ha sostenuto che Meta abbia “reso i minori dipendenti e li ha sfruttati” e che abbia “ingannato” l’opinione pubblica. Secondo l’accusa, l’azienda avrebbe sfruttato i meccanismi del cervello dei più giovani per aumentare il loro coinvolgimento sulle piattaforme. Meta respinge le contestazioni e sostiene “di aver cercato di affrontare i rischi legati ai social media”, affermando inoltre che “ha cercato di aiutare gli utenti con problemi di utilizzo”.
La vicenda potrebbe costare molto alla società: i legali stimano richieste fino a 1.400 miliardi di dollari. Dopo la recente sconfitta in New Mexico, che ha imposto a Meta modifiche ai propri servizi e un pagamento vicino al miliardo di dollari, un eventuale verdetto sfavorevole in California potrebbe avere conseguenze ancora maggiori, fino alla modifica degli algoritmi principali.
Il caso è stato paragonato dagli esperti a quello delle aziende del tabacco negli anni Novanta, quando queste furono sanzionate per aver nascosto i pericoli dei propri prodotti. Il processo, promosso nel 2023, dovrebbe durare dalle sei alle otto settimane e vede alla guida della coalizione il procuratore generale della California Rob Bonta.
Al centro ci sono anche possibili violazioni di norme federali e statali, tra cui il ‘Children’s Online Privacy Protection Act’. Bonta accusa Meta di aver creato un prodotto rischioso per i giovani, pur conoscendone i possibili danni. L’azienda ribatte che le “limitate accuse” siano “infondate e che le loro richieste finanziarie siano sproporzionate”.
Gli Stati chiedono anche “un provvedimento ingiuntivo permanente, su base nazionale – anziché statale – per porre fine alle azioni e pratiche illecite di Meta”. In caso di violazione della legge federale, Meta potrebbe essere obbligata a eliminare i dati personali degli under 13 e gli “algoritmi e modelli” sviluppati utilizzando tali informazioni.