
Il ‘Melonellum’ è Legge. E scoppia lo scontro: “Meloni ha nostalgia del Ventennio”. La replica: “Ora il popolo è sovrano”. Cosa cambia
Con 227 voti favorevoli e 164 contrari, la Camera ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale, il “Melonellum”. La maggioranza ha superato senza incidenti anche il voto segreto, chiudendo un lungo percorso parlamentare iniziato mesi fa e segnato da modifiche e tensioni politiche.
Cosa cambia
La riforma introduce alcune novità importanti: tornano le preferenze accanto ai capilista bloccati e aumenta il numero delle firme necessarie per i partiti non presenti in Parlamento che intendono partecipare alle elezioni. Per il governo, il nuovo sistema rafforza il rapporto tra elettori e rappresentanti; per le opposizioni, invece, rischia di alterare gli equilibri istituzionali.
Il dibattito in Aula è stato acceso. Giuseppe Conte ha attaccato duramente la premier sostenendo che “Meloni vuole donna sola al comando, avete persistente nostalgia del Ventennio”.
Elly Schlein ha parlato di una “Maggioranza sotto ricatto, avete paura degli elettori”, sottolineando le tensioni interne al centrodestra. Da Palazzo Chigi è arrivata una replica netta: “Ora gli italiani possono scegliere tutto”, mentre Arianna Meloni ha rivendicato il ritorno di un sistema più trasparente, affermando che “Torna il popolo sovrano”.
Secondo i sostenitori della riforma, gli elettori potranno conoscere prima del voto coalizioni, programmi e candidato premier, oltre a esprimere una preferenza per i parlamentari. Le opposizioni, al contrario, denunciano possibili profili di incostituzionalità e hanno già annunciato una serie di ricorsi con l’obiettivo di ottenere un pronunciamento della Corte costituzionale prima delle prossime elezioni.
La partita politica, dunque, non si chiude con il voto della Camera. Se il Parlamento ha dato il via libera definitivo alla legge, lo scontro si sposta ora sul terreno giuridico e su quello, decisivo, del consenso elettorale.