
Milano – Neonato abbandonato in un sacchetto: è gara di solidarietà, boom di richieste di adozione. Il piccolo si sta riprendendo: le sue condizioni
Sono stabili e complessivamente buone le condizioni del neonato trovato il giorno precedente all’interno di un sacchetto di plastica a Cinisello Balsamo, nel Milanese. Il bambino è ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Niguarda di Milano, dove riceve tutte le cure necessarie. A fornire aggiornamenti è stato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che ha fatto visita al piccolo, confermando che respira autonomamente. I medici attendono ora che inizi ad alimentarsi succhiando il latte.
Al momento del ritrovamento, il neonato presentava una lieve ipotermia. I soccorritori del 118 sono intervenuti tempestivamente, prestando le prime cure. Nella busta si trovavano anche la placenta, mentre il cordone ombelicale risultava strappato. Nonostante le circostanze particolarmente difficili, il bambino sta reagendo positivamente e viene assistito con attenzione dal personale sanitario.
Intanto, la vicenda ha suscitato una forte mobilitazione da parte dei cittadini. All’ospedale sono arrivate numerose offerte di vestiti e giocattoli, insieme a diverse manifestazioni di disponibilità ad accogliere il piccolo in adozione. Tra le ipotesi circolate c’è quella di chiamarlo Leone, un nome che è anche un augurio di forza, coraggio e pronta guarigione.
“Questa straordinaria partecipazione – ha dichiarato Bertolaso – ” dimostra la grande umanità delle persone e la capacità di mobilitarsi di fronte a una vicenda così delicata. Sono moltissimi anche coloro che hanno manifestato la disponibilità ad adottarlo. Naturalmente, però, è necessario seguire le procedure previste dalla legge: la procura è stata informata e sarà il Tribunale dei Minori, nei tempi e con le modalità stabilite, a occuparsi degli eventuali passaggi successivi. Vorrei che questa vicenda diventasse anche un’occasione per ricordare a tutte le donne che è possibile rivolgersi a un ospedale, essere assistite durante il parto e scegliere di non riconoscere il proprio bambino, mantenendo l’anonimato nei modi previsti dalla legge. La madre che ha abbandonato il figlio in mezzo alla strada avrebbe potuto fare questo. Sarebbe stato molto meglio per la salute di entrambi”.