
Milano – Piazza Duomo devastata, oltre 50 fermati. “Sono ragazzi auto organizzati dalle periferie”. Ecco come la manifestazione è diventata guerriglia
Il centro di Milano è stato teatro di gravi disordini durante la manifestazione contro il carovita. Quella che inizialmente sembrava una protesta senza particolari rischi si è trasformata in scontri violenti, lasciando piazza Duomo e le strade circostanti segnate da incendi, vetrine danneggiate e arredi distrutti.
Il bilancio parla di 25 persone ricoverate in ospedale, tra cui dieci appartenenti alle forze dell’ordine. Oltre cinquanta manifestanti sono stati accompagnati in questura per accertamenti, almeno la metà dei quali minorenni. Tra i feriti figura anche il dirigente di polizia Angelo De Simone, colpito alla testa da un oggetto lanciato durante gli scontri.
La manifestazione, promossa dal movimento “Italia in piazza” per protestare contro l’aumento del costo della vita, era partita con bandiere italiane e numerosi partecipanti. Le tensioni sono esplose poco dopo, in via Broletto, dove sono stati lanciati pietre e petardi contro gli agenti. La situazione è rapidamente peggiorata, coinvolgendo piazza Duomo, piazza Mercanti e corso Vittorio Emanuele.
Particolarmente significativo è il ruolo dei ragazzi provenienti dalle periferie. Secondo le prime ricostruzioni della questura, centinaia di giovani, definiti “auto organizzati”, avrebbero raggiunto il centro di Milano, anche da fuori città, senza appartenere direttamente alla manifestazione principale. Molti erano giovanissimi e avevano il volto coperto. Tra loro, secondo alcune fonti, vi erano anche ragazzi di “seconda generazione”. Una presenza che dimostra come il disagio e la rabbia di una parte delle nuove generazioni possano trovare espressione in forme di protesta estranee al corteo ufficiale.
Le forze dell’ordine hanno utilizzato lacrimogeni e idranti per disperdere i gruppi più violenti. Per motivi di sicurezza è stata inoltre chiusa temporaneamente la fermata Duomo della metropolitana. Durante gli scontri sono stati incendiati un bagno chimico e altri materiali, mentre sono stati danneggiati negozi, segnaletica stradale e pavimentazione. Un punto vendita Foot Locker è stato preso d’assalto e saccheggiato.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che «manifestare è un diritto ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è».