
Milano – La rabbia dei genitori dei ragazzini violenti, fuori dalla Questura: “Eri nel gruppo dei pirla.. Contento se ti spaccavano la testa”
A Milano, dopo gli scontri e gli assalti ai negozi avvenuti in centro tra sabato e domenica, numerosi genitori si sono recati in Questura per recuperare i figli coinvolti negli episodi di violenza. Fuori dagli uffici di polizia si sono alternate preoccupazione, rabbia e vergogna per il comportamento dei ragazzi, alcuni dei quali giovanissimi.
Tra le testimonianze emerge la frustrazione di chi non approva le azioni dei figli e teme per il loro futuro. Un genitore, parlando del ragazzo, afferma: “Eri nel gruppo dei pirla.. Contento se ti spaccavano la testa”. Un altro racconta: “Lui appartiene al gruppo dei pirla, si ferma a guardare e… Oggi aveva il colloquio di lavoro”. C’è anche chi manifesta profonda delusione per il comportamento del proprio figlio, dichiarando: “Dopo trent’anni in Italia mi vergogno a venire qui per colpa sua”.
Gli episodi hanno coinvolto anche dodicenni, che avrebbero partecipato alle azioni dopo aver visto su TikTok immagini e video degli scontri nel centro di Milano. I social network avrebbero contribuito a diffondere l’informazione sugli avvenimenti, attirando altri giovani e alimentando la partecipazione al caos.
Tra i ragazzi circolava la consapevolezza che nella zona di via Orefici sarebbero avvenuti disordini. Alcuni descrivevano la situazione con tono entusiasta e provocatorio: “C’è il bordello fra’, è tutta roba gratis” e “Lo sapevano tutti che oggi in Orefici c’era il bordello”.
Insomma, le reazioni dei genitori mostrano come, accanto alla necessità di accertare le responsabilità individuali, emerga anche la preoccupazione e vergogna per comportamenti che rischiano di compromettere il percorso dei ragazzi, fomentati da un clima di follia delle ultime ore.