
Milano – Sciopero alla Scala, dopo la cancellazione della prima del “Faust” la protesta continua: “Presto altri scioperi e manifestazioni”. La situazione
Lo sciopero dei dipendenti del Teatro alla Scala ha portato alla cancellazione della prima del «Faust» di Charles Gounod, prevista per il 20 ottobre. La Fondazione ha comunicato l’impossibilità di mettere in scena l’opera, annunciando il rimborso dei biglietti acquistati. La mobilitazione, promossa da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Fials, nasce dallo stallo nelle trattative per il rinnovo del contratto relativo al triennio 2027-2029.
Al centro della protesta ci sono gli stipendi e il recupero del potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione. Dopo un incremento salariale del 5% nel periodo 2024-2026, i lavoratori chiedono un aumento complessivo del 15%, distribuito annualmente e collegato agli indici Istat. Nonostante il mandato affidato dal Consiglio di amministrazione al sovrintendente per avviare il confronto, mancano ancora indicazioni precise sulle risorse economiche disponibili.
I sindacati chiedono inoltre a Ministero della Cultura, Comune di Milano e Regione Lombardia un maggiore sostegno pubblico, sottolineando che la qualità artistica dipende anche da condizioni lavorative adeguate.
E la protesta continua: le prossime date
La protesta ei lavoratori potrebbe avere ulteriori conseguenze sul calendario del teatro, mettendo a rischio i prossimi appuntamenti, tra cui la Messa da Requiem diretta da Riccardo Chailly del 28 ottobre e il balletto del 7 novembre.
La mobilitazione si inserisce in una più ampia vertenza del settore teatrale: il 27 ottobre è previsto uno sciopero nazionale dei lavoratori dei teatri di prosa, seguito da una manifestazione a Roma il 9 novembre. I sindacati annunciano quindi nuove iniziative finché non arriveranno risposte concrete sulle richieste contrattuali e salariali.