Economia

03/01/2024

25 anni di Euro – L’economia italiana troppo legata a Berlino? L’analisi

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25 anni di Euro – L’economia italiana troppo legata a Berlino? L’analisi

Il dibattito sui 25 anni dell’euro solleva critiche. L’analisi parte dagli anni ’70 con la creazione di collegamenti monetari nelle economie CEE e l’istituzione dello SME nel 1979. Il processo culmina con il Trattato di Maastricht nel 1992, che getta le basi per l’Unione Monetaria. Ma  la storia evidenzia eventi critici come l’attacco speculativo alla Lira nel ’92 e l’eurotassa del 1996, entrambi legati all’avvicinamento all’euro.

Marco Pugliese, analista economico, ha scritto il suo punto di vista su un tema che solleva da tempo polemiche:

“25 anni di euro, la nostra economia legata a Berlino e satelliti?

“L’enfasi  sull’euro, almeno su questo euro – scrive Pugliese – è altamente ingiustificata, iniziare da assiomi falsi come “non siamo falliti grazie all’euro” e via discorrendo…

1972-74 le economie Cee creano un collegamento tra le loro monete
1979 nasce lo SME (sistema monetario europeo)
1992 Maastricht pone le basi dell’Unione monetaria (attacco speculativo che spinge la Lira fuori dallo SME)
1996 eurotassa da 4300 miliardi per aggiustare i conti in vista dell’euro (governo Prodi)
1991-2001 privatizzazioni selvagge dei nostri gioielli industriali (calano produttività e salari)
1999-2002 moneta unica per transazioni elettroniche e dal 2002 fisiche con cambio a 1936, 27 lire
2011 crisi Eurozona creata dal debito privato Usa (ripagata con austerità ed aridità industriale)
2012-2020 patto di stabilità e stagnazione economica

Gli squilibri economici non li possiamo gestire con la flessibilità del cambio, per entrare in questo club ci siamo prima svenati (privatizzazioni che hanno indebolito il Paese) e per restarci dobbiamo rinunciare a crescere, con il patto di stabilità non avverrà mai…è matematica applicata all’ideologia neoliberista tedesca.

L’euro nasce sul cambio fisso, di fatto impossibile in una Unione con economie diverse come in Europa. Chi ha economie flessibili (anche la Francia) non potendo più svalutare la propria moneta in un mercato aperto sono costretti a tagliare i bilanci statali: sanità, scuola e ricerca. L’euro rappresenta una media tra economie diverse e favorisce la Germania, perché svaluta una moneta forte e valuta quelle deboli.

Alla Germania questo gioco conviene, con il marco non potrebbe invadere con i propri prodotti mezzo mondo ed allo stesso tempo tenere “ferme” le economie flessibili, costrette a vendere prodotti a prezzi più alti causa “moneta forte”. Una sorta di guinzaglio economico.

Nel 2020 questo meccanismo fu in parte eluso dalla sospensione del patto di stabilità e non è un caso che l’Italia (ma anche la Francia) facciano meglio della Germania (non è tanto merito dei governi o di Draghi ma del cambio di sistema), Berlino grazie a questo meccanismo ha creato surplus commerciale (satelliti compresi) mai sanzionato dalla Ue.

Principio ufficiale dell’euro: economia sociale di mercato altamente competitiva, in pratica il sunto del mercantilismo tedesco.

La Germania ci vuole agganciati per non farci crescere ed essere competitor, dal 1992 ad ogni invece la narrazione mediatica parla di “compiti a casa” e non di “correzioni di flessibilità”, una menzogna veicolata con tanto zucchero.

Bisogna cambiare il sistema euro, spiegarlo ai più giovani ed introdurre libertà di bilancio nella nuova Europa. La Ue va riformata dalle fondamenta e le europee 2024 possono essere occasione storica per l’Italia”.

Per approfondire questi temi clicca sul sito di Marco Pugliese  https://openindustria.com/

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