Cronaca

25/01/2022

Covid, diffusione virus e vaccini influenzano la vita sessuale, ecco come – Lo studio

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Il Covid, la diffusione del virus e le ripetute vaccinazioni di massa possono avere effetti anche sulla nostra sfera sessuale e la sua salute.

Sull’argomento è interessante l’intervento della dottoressa Daniela Galliano, medico chirurgo, specializzata in ginecologia, ostetricia e medicina della riproduzione, responsabile del Centro di procreazione medicalmente assistita di IVI Roma che su News Upday ha parlato degli effetti del coronavirus sulla vita sessuale delle persone.

La dottoressa ha parlato di ciò che può cambiare durante il ciclo mestruale:
“Dopo aver ricevuto il vaccino anti-Covid – spiega Galliano – alcune donne hanno segnalato di aver avuto alterazioni del ciclo mestruale. Sia con il vaccino a mRna Pfizer che con quello Astrazeneca, prima che ne interrompessero la somministrazione, diverso rispetto al primo perché a vettore virale”, racconta la dottoressa Daniela Galliano. “Di conseguenza, la connessione tra il vaccino e questi cambiamenti non è dovuta all’anti-Covid in sé, altrimenti si sarebbero verificati solo con uno o con l’altro e non con entrambi, visto che sono strutturalmente differenti”.

Quindi, aggiunge Galliano a News Upday: “Tutto ciò a conferma della teoria che l’alterazione del mestruo è il risultato di una risposta immunitaria. Qualsiasi tipo di infezione virale o la somministrazione di un vaccino che la riproduce stimola il sistema immunitario che agisce sugli ormoni che regolano il ciclo mestruale. Dall’azione di questi ormoni, per esempio, dipende anche lo spessore dell’endometrio, la mucosa interna dell’utero che si sfalda e si perde durante la mestruazione”. Scomparsa o il ritardo del ciclo e mestruazione dolorosa i sintomi più comini. “In questo caso”, conclude “l’infezione causa un’infiammazione che libera ossitocina e altre molecole che fanno avvertire il ciclo più doloroso del solito”.

Così invece la dottoressa sulla salute dell’uomo: “Occupandoci di medicina riproduttiva trattiamo sia donne che uomini. E ci siamo interessati anche ai cambiamenti dovuti alla Covid-19 che possono influire sulla salute dell’uomo”, spiega Galliano. “In alcuni casi la Covid può portare a un’infiammazione dei testicoli, anche vere e proprie orchiti. Quindi, nel caso di una Covid grave o recente, noi chiediamo di fare accertamenti: uno spermiogramma, per esempio, così da capire se c’è stata o meno un’ alterazione della concentrazione e della motilità degli spermatozoi. Sono stati pubblicati studi scientifici sul tema che hanno dimostrato che il liquido seminale potrebbe avere una qualità più bassa nei primi tre mesi dopo l’infezione”.

Sulle possibilità di disfunzione erettile: “L’erezione avviene attraverso la vasodilatazione che aumenta il calibro dei vasi sanguigni. Quindi, se questi vengono danneggiati gravemente dall’infezione, possono causare disfunzioni leggere e reversibili o gravi e prolungate”. Ma su questo, aggiunge Galliano, incidono in particolare anche fattori psicologici: “Lo stress e l’ansia prolungati, causati dalla situazione pandemica, hanno sicuramente avuto un’ influenza sul benessere sessuale maschile”.

Problemi di fertilità? “Una cosa estremamente importante da dire è che la Covid e la vaccinazione non compromettono la fertilità – rassicura Galliano nel suo intervento – ” I cambiamenti sono tendenzialmente brevi e assolutamente reversibili, nel giro di due o tre mesi tutto ritorna come prima. Insieme al mio gruppo di lavoro abbiamo realizzato uno studio sulla riserva ovarica delle donne. Con questa ricerca siamo riusciti a dimostrare che il principale marker di riserva ovarica, l’ormone antimulleriano (AMH), testato in donne prima e dopo aver avuto la Covid, non era in alcun modo mutato. La fertilità non viene quindi compromessa dal virus. Questo è stato fondamentale perché, anche se alcune alterazioni possono ripresentarsi per tre o quattro cicli, queste lasciano immutata la capacità dell’ovario di produrre ovuli”. E lo stesso vale per la qualità dello sperma che, come dimostra anche uno studio pubblicato a dicembre 2020 sul Fertility and Sterility journal, ritorna ad avere livelli normali a distanza di un paio di mesi dopo essere guariti dalla Covid-19.

Quali gli esami da fare?  Conclude la dottoressa a News Upday: “Alle mie pazienti direi, al terzo giorno di ciclo, di fare una valutazione del profilo ormonale che si effettua con un semplice prelievo del sangue. Mentre agli uomini consiglierei uno spermiogramma per valutare la qualità del seme. Per quanto riguarda il problema della disfunzione erettile, bisogna rivolgersi a uno specialista per capire se, oltre a problemi di natura organica, ci sono disturbi della sfera sessuale. È importante dire che ci sono controlli specifici da fare anche in base all’età del paziente, per questo è sempre bene affidarsi a persone competenti”.

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