Crisi Gas: Febbraio 2024 sarà un mese critico. Le previsioni degli esperti

09/11/2023

Crisi Gas: Febbraio 2024 sarà un mese critico. Le previsioni degli esperti

Nonostante il calo dei prezzi del gas rispetto all’anno scorso, l’industria energetica italiana continua ad affrontare una crisi persistente.

Sebbene il prezzo del gas sia sceso a 35 euro per megawattora (MWh), rispetto ai picchi dell’anno precedente, rimane significativamente superiore alle medie di lungo termine che si aggirano sui 20 euro. I mercati a termine indicano che l’inverno a venire potrebbe essere impegnativo, con i prezzi delle consegne per febbraio 2024 oltre i 50 euro/MWh.

Il momento critico si verifica quando, in caso di un inverno rigido, le scorte abbondanti potrebbero non essere sufficienti, al contrario di quanto è accaduto l’anno scorso, quando il clima eccezionalmente caldo ha alleviato la situazione.

Nel superare la crisi, un terzo del merito va al clima mite, mentre un altro terzo è dovuto al risparmio energetico da parte dei consumatori finali, che sono diventati più efficienti nell’uso delle fonti alternative di energia. Il terzo  è attribuito alla diversificazione delle forniture di gas, tra cui il rigassificatore di Piombino e l’importazione da regioni come l’Africa, l’Azerbaigian e gli Stati Uniti.

Manca, tuttavia, un fattore chiave nel quadro di soluzioni: l’aumento della produzione nazionale di gas, che è rimasta stagnante a un minimo storico di 3 miliardi di metri cubi, nonostante il potenziale di produzione di almeno 10 miliardi di metri cubi all’anno.

“L’aumento della produzione nazionale, peraltro, doveva andare a beneficio di alcuni settori ad alto consumo di energia, fra cui la ceramica – spiega Il Sole 24 Ore – ” Vale ricordare che il prezzo medio del gas nel 2022 è stato di 132 euro/MWh, mentre il costo di produzione del gas in Italia può essere ragionevolmente stimato in 5-10 euro/MWh. Il sistema gas è tirato, sovrautilizzato e basta poco, come uno sciopero nell’altra parte del mondo, per fare schizzare le quotazioni. Manca capacità di riserva nel caso di un problema tecnico, di un’interruzione, di una forte impennata dei consumi per il freddo. In sostanza, per il prossimo inverno l’unica certezza è l’instabilità, per quanto attenuata e chi rischia di più è la nostra industria energivora quella che garantisce, nell’energia, innovazione per il futuro dell’Italia, che tutti vogliamo più sostenibile”.

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